Staminali:cordone, l’Antitrust interviene sugli spot di sei società. Catricalà, il Parlamento decida sulla conservazione anche in Italia

Redazione DottNet | 24/10/2011 18:18

cordone-ombelicale staminali

Messaggi informativi corretti sulle reali potenzialita' di cura legate all'utilizzo dei cordoni ombelicali conservati all'estero. E' il risultato ottenuto dall'Antitrust da sei societa' indagate per possibili pratiche commerciali scorrette. Le societa' Future Health Italia, Sorgente, Crylogit Regener, Futura Stem Cells, Cryo Save Italia e Smart Bank, rende noto l'Antitrust, ''si sono infatti impegnate a chiarire, nelle loro brochure e in tutte le altre modalita' informative, le reali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali emopoietiche cordonali''.

Le societa' chiariranno anche: la numerosita' dei trapianti effettuati distinti nelle due tipologie (autologhi, oggetto del servizio acquistato dai futuri genitori, e allogenici, con campioni messi a disposizione dal Servizio Sanitario Nazionale attraverso la rete delle banche del sangue per le donazioni solidaristiche); la garanzia della durata della conservazione dei campioni di sangue (15-16 anni) a fronte del periodo anche piu' lungo, 20/25 anni, relativo al servizio di conservazione offerto; la compatibilita' genetica in ambito familiare e le problematiche da superare per l'eventuale rientro dei campioni in Italia per un loro utilizzo. Secondo l'Antitrust, la nuova formulazione dei messaggi e l'insieme delle informazioni complessivamente veicolate dalle aziende consentira' ai genitori che devono decidere se attivare il servizio di conservazione del cordone all'estero, di farlo in maniera consapevole ''Con i provvedimenti adottati - spiega il presidente dell'Antitrust Antonio Catricala' - abbiamo ottenuto dalle aziende la fondamentale chiarezza informativa per un tema che tanto interessa i nostri cittadini. Ora spetta al Parlamento decidere se autorizzare la conservazione dei cordoni anche nel nostro Paese. Si tratta di stabilire se ha senso 'costringere' alla migrazione, togliendo possibilita' di sviluppo in questo settore. Se si scegliesse in questo senso sarebbe pero' necessario destinare una parte dei profitti al finanziamento dei centri pubblici''.