Parafarmacie, il Governo ritira la proposta sulla riforma liberale della distribuzione. Federfarma: la legge è già applicata nel nostro settore

Farmacia | Redazione DottNet | 24/10/2011 19:53

"L’Europa ha toccato con mano l’incapacità del Governo a fare le riforme necessarie per uscire dalla crisi. Le misure proposte dalla maggioranza sono il frutto dei soliti compromessi per non scontentare il proprio elettorato. Mentre la Lega Nord pone veti sulle pensioni, il Pdl non 'può' chiedere sacrifici alle caste che lo sostengono elettoralmente; una su tutte: la farmacia. E’ di questi giorni la proposta del Governo per una riforma liberale del sistema distributivo del farmaco. Risultato: ritiro della proposta, dopo aver consultato Federfarma.

 Come ha detto Marcegaglia 'se la paura è quella di scontentare le lobby,  è tempo di scontentare le lobby. Scontentate anche Confindustria. Ma fatelo!'. I veti incrociati, per piccole convenienze elettorali, oggi non sono più possibili. Il Paese non può permettersi di rinviare, per l’ingordigia di pochi, quelle riforme di stampo liberale, a costo zero per l’erario, in grado di liberare risorse, creare occupazione e generare concorrenza".  Lo afferma in una nota l'Anpi, l'Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane. Immediata la replica di Federfarma: "La richiesta dell'Europa di liberalizzare i servizi pubblici italiani privatizzandoli e' gia' applicata nel settore delle farmacie, 18.000 strutture gestite da privati su concessioni dello Stato". Federfarma parla in proposito di "continue strumentalizzazioni" e ricorda che nei giorni scorsi ha avanzato una proposta di riforma del servizio farmaceutico, "bocciata dall'Anpi stessa che la ritiene illiberale e non rispondente alle richieste di liberalizzazione del settore". Secondo l'associazione dei titolari di farmacie italiane, la proposta invece "punta a soddisfare l'esigenza dei cittadini, come peraltro quella delle forze politiche, di disporre di un servizio farmaceutico piu' moderno, efficiente e capillare, a garanzia di un uniforme livello di assistenza sul territorio, prevedendo anche la possibilita' di poter accedere piu' agevolmente ai medicinali di automedicazione, resi disponibili anche senza la presenza obbligatoria del farmacista, oltre all'apertura di circa 2.000 nuove farmacie".

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