Cinquantamila italiani ogni anno all’estero per curarsi i denti

Redazione DottNet | 25/10/2011 15:08

Ogni anno ammontano a  circa cinquantamila gli italiani che si recano all’estero per la cura dei propri denti. “Turismo dentale”, è questo il termine utilizzato per descrivere questo fenomeno che, in Italia negli ultimi 5 anni, e' cresciuto del 150%, e grazie al quale un cittadino, recandosi all'estero, riesce a risparmiare fino al 60% rispetto alle tariffe odontoiatriche praticate nel nostro paese. Tali dati sono stati elaborati dal Codacons, che attraverso il progetto Sentinelle della Salute, monitora le abitudini degli italiani in fatto di salute.

''Cresce a forte ritmo il numero di utenti che decidono di realizzare impianti, ponti e protesi dentarie in paesi dell'Europa dell'Est come Ungheria, Croazia, Romania, Slovenia - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi - Alla base del turismo dentale, vi sono i costi ridotti, inferiori fino al 60% rispetto alle parcelle praticate in Italia per i medesimi interventi, la possibilità di acquistare pacchetti completi, comprendenti viaggio, alloggio e trattamenti, nonché l'abbattimento delle liste d'attesa, che nel nostro paese rappresentano una vera e propria piaga sociale''. ''Il fenomeno tuttavia, non e' esente da rischi - prosegue Rienzi - all'interno del business generato dal turismo dentale si celano anche operatori improvvisati, che spinti dall’avidità e dalle prospettive di “facile guadagno”, propongono offerte vantaggiose senza però garantire l'adeguata sicurezza e qualità degli interventi. Altro punto critico riguarda i materiali utilizzati dai dentisti dei Paesi esteri, spesso scadenti e a basso costo, il cui uso prolungato può determinare l’insorgenza di effetti indesiderati.

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