Tecniche di rigenerazione, il futuro dell’ortopedia

Redazione DottNet | 27/10/2011 13:02

cartilagine ginocchio osso caviglia

Cartilagine, osso, tendini: il lavoro di ricerca in laboratorio e in clinica che ha coinvolto le Universita' di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma, con il coordinamento dell'Istituto Ortopedico Rizzoli, ha portato nei tre anni di sviluppo del Programma Ricerca-Università, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per un milione e 645.000 euro, a passi avanti significativi nelle tecniche di rigenerazione dei tessuti che compongono l'apparato muscolo-scheletrico. Tra i progressi per le lesioni della cartilagine, il passaggio dalle due sedute operatorie a cui il paziente doveva sottoporsi per il trapianto con cellule autologhe, che venivano prelevate e 'coltivate' in laboratorio per un periodo e poi reimpiantate con una seconda operazione, all'unico intervento nel corso del quale le cellule vengono prelevate, trattate e reimpiantate.

L'intervento, cosiddetto one-step, provvede alla rigenerazione della cartilagine di caviglia e ginocchio con l'evidente vantaggio per il paziente di 'andare sotto i ferri' una sola volta - e un significativo risparmio per il Servizio sanitario nazionale. Nuovi biomateriali sono stati sviluppati nel corso del Programma con l'obiettivo di riparare contemporaneamente la cartilagine e l'osso: mentre in precedenza era necessario seguire due percorsi paralleli in caso di lesioni che interessavano entrambi i tessuti, oggi e' possibile impiantare biomateriali con una struttura a piu' 'strati', ognuno dei quali si occupa di rigenerare cellule della cartilagine o dell'osso, in un'attivita' rigenerativa multifunzionale che procede simultaneamente riducendo cosi' i tempi di recupero del paziente. Per i tendini, tra le sperimentazioni realizzate nel Programma c'e' l'impianto di una membrana con capacita' rigenerative su pazienti con lesioni alla cuffia dei rotatori, il gruppo di tendini che permette il pieno movimento rotatorio della spalla. ''Si tratta di risultati importanti perche' basati su studi clinici che hanno coinvolto i laboratori di ricerca, i servizi come la Cell Factory e le divisioni ortopediche, dimostrando come si possano trasferire in tempi brevi i risultati della ricerca nella pratica clinica - spiega il professor Andrea Facchini, direttore del Laboratorio di Immunoreumatologia e Rigenerazione tissutale del Rizzoli, che ha coordinato i tre anni di Programma, pensato dalla Regione Emilia-Romagna come volano per l'innovazione scientifica -. Le tecniche sviluppate nell'ambito del Programma sono state oggetto di oltre cento pubblicazioni scientifiche sulle maggiori riviste internazionali specializzate. L'attività di ricerca, che grazie alla consistenza del finanziamento regionale e all'alto livello di specializzazione dei centri coinvolti ci consente oggi di avere risultati approfonditi su tutto l'apparato muscolo-scheletrico, e' stata condivisa con la comunita' scientifica internazionale e questo ci da' un'ulteriore garanzia dell'appropriatezza di questi trattamenti sperimentali e di quanto siamo oggi in grado di proporre ai pazienti''.