Parkinson, in pochi assistiti dal Servizio sanitario nazionale. Bonuccelli: diffidare dalle cure con le staminali

Redazione DottNet | 27/10/2011 18:28

In Italia sono 200 mila i pazienti affetti dal morbo di Parkinson ma solo un terzo e' seguito da strutture pubbliche esperte, pochi pazienti hanno accesso alle strutture di riabilitazione ed il 60% dei malati non riceve i migliori trattamenti. E' la denuncia della Lega italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson (Limpe) in occasione di un convegno presso la Camera dei deputati per fare il punto su questa patologia in crescita. ''E' necessario - ha affermato il presidente Limpe Ubaldo Bonuccelli - avvicinare i pazienti ai centri di eccellenza, ma anche intensificare l'assistenza sociale e domiciliare. Spesso invece questi pazienti sono lasciati soli. Il sistema sanitario nazionale, in questo senso, deve fare di piu'''.

 Un concetto sottolineato anche da Livia Turco (Pd), secondo la quale ''e' fondamentale investire sulla ricerca e sui farmaci contro il Parkinson, ma e' anche essenziale creare una continuita' assistenziale, cosa - ha detto - che il nostro Ssn non e' ancora riuscito a realizzare. La continuita' assistenziale - ha aggiunto - e' la sfida futura, perche' oggi questi malati sono spesso lasciati solo in carico alle famiglie e al volontariato e cio' e' insostenibile''. Anche Paola Binetti (Udc), intervenuta all'incontro, ha sottolineato come gli attuali tagli alle politiche sociali si traducano anche in taglia alle politiche sanitarie: ''A fronte della cronicizzazione di varie malattie un tempo definite infauste, il che e' una vittoria - ha rilevato - non si ha pero' un adeguato investimento di risorse, tali da non fare di queste vittorie delle vittorie di Pirro''. Dalla Limpe giungono anche alcune proposte operative, come quella di realizzare una 'Rete Parkinson' che includa tutte le professionalita' coinvolgendo anche i medici di famiglia. Obiettivo della Limpe anche l'istituzione di un registro della malattia, di un sito web e di un servizio 'Pronto Parkinson' con telefono verde per pazienti e familiari.Diffidare delle terapie con cellule staminali offerte ai pazienti affetti dal morbo di Parkinson. L'avvertimento arriva dal presidente della Lega italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson (Limpe) e neurologo dell'universita' di Pisa Ubaldo Bonuccelli, in occasione di un convegno su tale patologia. ''Queste terapie che utilizzano cellule staminali - ha affermato l'esperto - sono come minimo delle truffe oltre a poter essere pericolose per i pazienti''. ''In questo momento, infatti, non c'e' alcuna prova che tali terapie possano funzionare''. L'offerta di terapie con staminali contro il Parkinson, ha sottolineato Bonuccelli, ''abbonda su Internet, con varie cliniche tedesche e cinesi che propongono in rete questo tipo di cura''. Un tipo di offerta che ha convinto anche molti pazienti italiani: ''Sono almeno alcune centinaia - ha detto il presidente Limpe - i pazienti italiani che fino ad oggi si sono sottoposti a queste terapie, ma senza risultati. Si tratta dunque - ha concluso - di un 'viaggio della speranza' in realta' senza speranza''.

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