Snami, lettera aperta di Angelo Testa ai medici di medicina generale

Redazione DottNet | 28/10/2011 09:39

 Il leader del sindacato autonomo si rivolge direttamente ai Medici di Medicina Generale italiani per invitarli a resistere a quello che secondo lo Snami è un progetto di smantellamento dell’assistenza sanitaria nel territorio. Colleghe e Colleghi Medici di Medicina Generale. Mi permetto di scrivere a tutti indistintamente, anche ai non iscritti al mio sindacato ,perché la situazione che stiamo vivendo è tragica per il nostro lavoro di professionisti, per le nostre famiglie e per i pazienti che quotidianamente assistiamo. In un momento storico di recessione in cui diminuiscono e scarseggiano i finanziamenti, in una situazione di oggettiva difficoltà e di paura per il futuro viviamo un attacco senza precedenti nei confronti della Medicina Generale.

Spesso mi sono rivolto direttamente e con toni duri alla politica per arginare atteggiamenti e decisioni che lo Snami riteneva negativi per Medici e pazienti. Non me ne pento e il non far sconti a nessuno e non chinare la testa di fronte ai potenti è insita nella filosofia del mio sindacato, prerogativa di cui vado fiero. Oggi vi scrivo per mettervi in guardia dal farVi convincere dalle sirene dei giorni nostri, che mutuano quelle mitologiche, figure ammaliatrici le quali incantavano, facendo poi morire, i marinai che incautamente erano stati attirati sull’isola. Sono sirene ovviamente in versione moderna che “cantano” le aggregazioni forzate, svilendo il ruolo storico del medico di famiglia, nel proprio ambulatorio con di fronte l’assistito che lo ha liberamente scelto. Sono quelle che in queste ore propongono un sistema per fornirci finanziamenti a tassi agevolati per poter offrire alle Regioni un costo corrente inferiore a quello attuale, nell’ambito del quale ricomprendere il recupero degli investimenti. Guadagniamo di meno e ci vogliono anche fare indebitare! Colleghe e Colleghi, perché tutti insieme non possiamo avere scatto di orgoglio verso chi insulta quotidianamente le nostre intelligenze? Allontanate chi cerca di incantarvi attirandovi a se nell’isola dove poi, la mitologia insegna ,inesorabilmente morire. Non siamo i marinai dell’Odissea ma gente normale che ha studiato attraverso il sacrificio proprio e dalla propria famiglia per poter fare un lavoro in cui crediamo e che vorremmo poter continuare a svolgere. Nonostante le "sirene" e con il Vostro apporto.

Angelo Testa

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