Un supplemento giornaliero con acido folico e vitamine B6 e B12 non è efficace per la riduzione del rischio di fratture non vertebrali

Giulietta Vessichelli | 28/10/2011 13:15

Una recente ricerca presentata da Douglas C. Bauer dell’American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR) ha riscontrato che una doppia supplementazione giornaliera con acido folico e vitamine B6 e B12 non si è rivelata efficace per la riduzione del rischio di fratture non vertebrali in un ampio studio randomizzato, controllato e in doppio cieco su donne con malattia cardiovascolare o fattori di rischio multipli. Un'analisi secondaria degli outcome relativi alle fratture in 5.442 operatrici sanitarie di età superiore ai 42 anni che avevano partecipato allo studio WAFACS (Women’s Antioxidant and Folic Acid Cardiovascular Study) ha evidenziato un'incidenza complessiva del 7,6% di fratture non vertebrale nell’arco di una media di 7,3 anni di trattamento e nel  follow-up nel gruppo che prendeva gli integratori, a fronte di un’incidenza simile, pari al 6,9%, nel gruppo placebo. Le partecipanti allo studio WAFACS (pubblicato su JAMA nel 2008) avevano una malattia cardiovascolare nota o fattori di rischio cardiovascolare.

Gli endpoint primari dello studio erano il tasso di eventi cardiovascolari e quello di mortalità per qualunque causa,  nello studio si è riscontrato che gli integratori hanno dimostrato di non avere effetto in nessuno dei due casi.
La nuova analisi retrospettiva dello studio WAFACS, presentata all’ASBMR, è stata effettuata perché  alcuni precedenti studi osservazionali avevano concluso che  l’omocisteina elevata e i bassi livelli di vitamina B12 sono associati ad un aumento del rischio di fratture. Il regime di integratore utilizzato nel trial - acido folico 2,5 mg/die, vitamina B6 50 mg/die e vitamina B12 1 mg/die - era stabilito per ridurre i livelli di omocisteina e aumentare i livelli di vitamina B12. L'80% dei partecipanti ha riferito di avere una compliance superiore al 66% nei confronti del trattamento. Nei sottogruppi di pazienti ad alta compliance, i tassi di frattura dell'anca, del polso e quello totale di fratture non vertebrale non hanno mostrato differenze significative.

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