Sbarcano in Italia infermieri romeni e polacchi. E i nostri medici prediligono Gran Bretagna e Germania. Che cosa ne pensate?

Professione | Redazione DottNet | 29/10/2011 18:00

L'Italia 'attrae' molti infermieri stranieri, soprattutto romeni e polacchi, che complessivamente rappresentano l'11% degli infermieri nel nostro Paese. Molto piu' contenuta la quota di medici stranieri, che oscillano tra l'1 e il 4%, principalmente tedeschi. Sono invece in continua crescita i medici italiani, tra cui psichiatri e neuropischiatri infantili, che emigrano nel Regno Unito per lavorare, a causa del mancato riconoscimento del merito e i salari bassi in patria. E' questo il quadro che emerge dal rapporto dell'Oms sulla mobilita' del personale sanitario in Europa.

- ITALIA, PAESE DI DESTINAZIONE E PARTENZA: secondo l'Oms, il nostro Paese e' uno di quelli con il maggior numero di dottori nel mondo, con circa 4 medici ogni 1000 cittadini, contro una media Ocse di 3 ogni 1000. Finora c'e' stato un surplus di medici in Italia, anche se e' prevista una carenza nei prossimi anni, quando molti professionisti andranno in pensione. Nel contesto attuale e' comunque difficile per i medici stranieri trovare un impiego nel Belpaese.

- EMERGENZA INFERMIERI: si stima che servano piu' di 70mila infermieri. Attualmente il personale infermieristico straniero e' l'11% e il suo numero e' costantemente aumentato negli anni. Si e' passati infatti, secondo il registro dei collegi degli infermieri dell'Ipasvi, da 2612 nel 2002 a 6730 nel 2005 (pari al 2%), per poi esplodere nel 2008, dove si e' raggiunta quota 34.043, di cui 33.364 sono infermiere professionali. Provengono da Romania (25%), Polonia (10.7%), Svizzera (7%), Germania (5.6%) e Peru' (5.3%). Da Albania, Francia, India e Spagna arrivano 1.100-1.300 infermieri ciascuno, ognuno pari al 3,5%.

- POCHI MEDICI STRANIERI: Secondo i dati della Fnomceo del 2009 il 4% della forza lavoro e' straniera e proviene da Germania (1276), Svizzera (869), Grecia (851), Iran (752), Francia (686), Stati Uniti (618), Argentina (584), Romania (555) e Albania (431). Nel 2004 erano il 3.4%. Tuttavia se si considera il numero di medici italiani nati all'estero o stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana, la cifra dei dottori stranieri scende all'1%. In base ai dati dell'Associazione Medici di Origine Straniera (Amsi) l'80% circa dei suoi membri si e' formato in Italia. Il 50% dei medici stranieri lavora nelle regioni del Nord, il 25% al Centro e il 20% al Sud.

- MEDICI ITALIANI ALL'ESTERO: Regno Unito e Germania sono la principale destinazione per molti camici bianchi italiani. Si tratta soprattutto di medici di base, specialisti e ricercatori. Una scelta dettata dalla sovrabbondanza di personale medico in Italia, le poche opportunita' di carriera e le condizioni inadeguate di lavoro, senza contare che all'estero c'e' una crescente domanda di alcune specialista'. Nel Regno Unito tra il 2003 e 2008 si sono registrati 1692 medici italiani, mentre in Germania il loro numero e' passato da 325 nel 1988 a 755 nel 2008, e in Francia nel 2007 e' risultato di 566. In Gran Bretagna molti medici nostrani vanno anche a lavorare per brevi periodi, per supplire a carenze locali. Molti vanno per una settimana in cambio di una sostanziosa retribuzione, soprattutto in aree poco servite come le highlands scozzesi, piccoli paesini del Galles o alcune aree urbane molto popolate.

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