Aggregazioni tra medici, meglio al centro, male al Sud. E in Lombardia gli Mmg avranno in dotazione l’ecoscopio portatile

Redazione DottNet | 01/11/2011 23:40

Si torna a parlare di aggregazioni tra medici, di gruppi di lavoro, di associazioni. L’obiettivo è garantire assistenza adeguata e continua ai pazienti, soprattutto a quelli cronici. E così si fanno strada le "aggregazioni funzionali" tra dottori, ovvero l’organizzazione in "unità di cure primarie". Peggio, invece, le "unità complesse di cure primarie" che non decollano, come si evince da un’indagine del Centro studi della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), che ha raccolto i dati di 76 sezioni provinciali su 110, pari al 70% del territorio nazionale.

 “Il lavoro di squadra tra medici sta diventando una realtà consolidata in molte aree del Paese - dice il responsabile del Centro studi Fimmg, Paolo Misericordia -. In certi casi, quando per esempio il paziente ha una malattia cronica, il medico di famiglia da solo difficilmente può assicurare un servizio adeguato. Col supporto di altri professionisti si agevolano l' integrazione e la continuità delle cure”. Secondo lo studio, le "aggregazioni funzionali" sono presenti in circa la metà del Paese, in prevalenza al Centro (90%) e solo nel 20% del territorio al Sud. In pratica, ciascun dottore lavora nel suo ambulatorio, ma collabora con altri colleghi scambiandosi informazioni sulle cure più appropriate, ricevendo gli assistiti del collega che non è presente in quella fascia oraria, sostituendosi a vicenda in periodi di ferie o malattia. Lo studio della Fimmg evidenzia, tuttavia,  la scarsa diffusione delle "unità complesse di cure primarie", che richiedono un' organizzazione strutturata. Dovrebbero assicurare la continuità dell' assistenza 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, anche per ridurre l' uso improprio del pronto soccorso. Esistono appena in una sezione provinciale su 4, soprattutto al Centro (37%), meno al Sud (8%). Il 64% delle Unità è fornito di strumenti informatici, ma in più di un caso su due mancano i collegamenti con Asl, distretti, ospedale. Coi medici di famiglia collaborano altre figure professionali come infermieri, specialisti, assistenti sociali. I pazienti più seguiti sono quelli che soffrono di diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva, ipertensione, scompenso cardiaco. Ma vediamo come funzionano le Unità:  se il paziente ha il diabete, la segretaria lo chiama per ricordargli che deve fare il controllo della glicemia e fissa un appuntamento e l' infermiere esegue il test; in alcune unità attrezzate si può fare anche l' elettrocardiogramma. Si riducono così i tempi di diagnosi, ma anche i tempi di attesa degli assistiti”. Intanto per venire in soccorso ai medici di base la Regione Lombardia ha avviato un progetto: l’ecoscopio tascabile Vscan sarà fornito ai medici di Medicina Generale del territorio. Nell’arco dei prossimi due mesi, più di 30 medici includeranno l’uso di questo strumento innovativo negli esami fisici dei pazienti, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni sanitarie fornite ai cittadini lombardi. La tecnologia entra a grandi passi nel sistema sanitario lombardo, grazie al progetto pilota della regione, che prevede l’adozione da parte dei medici di medicina generale di un innovativo endoscopio tascabile. Grazie all’assistenza, alla formazione e al supporto forniti dagli specialisti in ecografia di diversi reparti di Medicina Interna, i medici di Medicina Generale della regione lombarda saranno in grado di integrare l’utilizzo del dispositivo portatile nei loro esami quotidiani, ma non solo. I miglioramenti al sistema sanitario locale, in diverse aree cliniche, garantiti dall’ecoscopio saranno documentati. Il nuovo alleato, ad alto tasso tecnologico e innovativo, che assicura un valore aggiunto al sistema sanitario lombardo, è uno strumento di imaging tascabile, portatile, a ultrasuoni, che fornisce ai clinici la possibilità di effettuare diagnosi nei diversi contesti clinici, ospedalieri o in medicina generale. Compatto, dalle dimensioni simili a quelle di un comune telefono cellulare, di uno smartphone, questo ecoscopio utilizza una tecnologia di ultimissima generazione, che consente ai medici di visualizzare, in modo non invasivo, ma efficace e immediato, quello che accade all’interno del corpo umano. Tra gli obiettivi che l’introduzione di Vscan promette di raggiungere c’è la diagnosi precoce di molte malattie, anche al di fuori dell’ambito ospedaliero. In questo modo, i medici di medicina generale saranno in grado di indirizzare con più precisione i pazienti verso esami specialistici e migliorare la gestione dei triage, ottimizzando e riducendo i costi sanitari.

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