Dompè, momento di crisi ottimo per investire

Redazione DottNet | 15/10/2008 17:19

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Il terremoto finanziario che sta investendo i mercati mondiali? "E' un ottimo momento per avere coraggio e investire". Ne è convinto il presidente di Farmindustria, Sergio Dompé, che riconosce come "le conseguenze di questa crisi si faranno sentire a tutti i livelli". E che "anche l'industria farmaceutica in Italia corre rischi, ma - ammonisce - non bisogna contribuire ad alimentare le suggestioni negative". L'esortazione è dunque: "Per chi ha liquidità, comperare qualcosa oggi e ai prezzi di oggi rappresenta un rapporto sulla patrimonialità dell'impresa e sulla progettualità che fino a qualche mese non esisteva neanche lontanamente". Con un consiglio: "Puntare sui progetti ad alto valore sociale".

"Siamo di fronte ad una crisi tale - afferma Dompé oggi a Roma, a margine della presentazione della Guida 'Associazioni italiane malattie rare' - da comportare conseguenze a tutti i livelli, comprese le industrie farmaceutiche e più in generale i sistemi sanitari nazionali, perché evidentemente il debito pubblico tende a dilatarsi ulteriormente e le disponibilità del Paese a restringersi". Perciò, in momenti come questi, "bisogna cercare di concentrarsi su progetti ad alto valore sociale. E non c'è più spazio per la speculazione, che ha dimostrato nel lungo termine di avere le gambe corte". Qualche esempio? "I progetti che hanno maggiori possibilità di arrivare al mercato, come la ricerca su nuovi meccanismi d'azione che diano origine a farmaci nuovi". In altre parole "se prima si finanziavano 4 progetti, oggi dovendone scegliere solo due si deve optare per quello che ha maggiore impatto sociale, e dunque economico".
Quanto poi ai possibili rischi per le aziende multinazionali, soprattutto americane, che operano in Italia, Dompé riconosce che non bisogna creare allarmismo "perché poi alla base degli investimenti, insediamenti, dei progetti di ricerca ci sono concretezze e
competitività che in momenti come questi restano salde e non vengono diminuite. E' chiaro che se un'azienda decide di tagliare non più due, ma tre siti produttivi, anche il nostro Paese sarà a rischio". Ma Dompé assicura che "abbiamo lavorato molto seriamente in questi anni, continueremo a farlo al 100% e difenderemo con le unghie e con i denti i nostri investimenti".