Maggior rischio di patologie cardiovascolari per bambini nati da madri ipertese

| 03/11/2011 10:46

ipertensione malattie-cardiovascolari pediatria

I bambini nati da donne che soffrono di pressione alta alla prima gravidanza rischiano maggiormente di incorrere in problemi di salute alla nascita: superano, in particolare, il 41 per cento di possibilità di nascere con danni cardiaci. Sono i dati rivelati da una ricerca della Kaiser Foundation Research Institute in California, pubblicata oggi in Inghilterra sul British Medical Journal.

Lo studio parte da una premessa: i farmaci contro l'ipertensione hanno un comprovato effetto tossico sul feto durante il secondo e il terzo trimestre di gravidanza. I ricercatori hanno cercato di scoprire però se l'assunzione degli ACE-inibitori nel primo trimestre causi anche difetti di nascita nel bambino. L'indagine ha riguardato le cartelle cliniche di 465.754 coppie di madri e neonati in California, osservate in un lungo periodo che va dal 1995 e al 2008. I farmaci non causano malformazioni, ma e' l'ipertensione materna, invece, ad aumentare i rischi per il bebè: su 200 madri trattate con i farmaci, solo una ha partorito un bambino con difetti di nascita. Mentre per le donne che soffrono di ipertensione, il rischio sale fino a cinque su 800. La pressione alta aumenta il rischio di generare un bambino con un difetto cardiaco congenito del 41 per cento e di incorrere in un difetto del tubo neurale, causa di gravi disabilità come la spina bifida, del 43 per cento. Lo studio conferma che le donne possono assumere ACE inibitori, sia prima del concepimento sia nei primi mesi di gravidanza senza problemi.