Fazio: il Governo ha fatto molto per la Sanità con il 65% dei medici che lavora in associazionismo. Ma sui ticket bisognava comunicare meglio. Peperoni (Fnomceo): la professione è schiacciata da troppe norme, c’è poca fiducia nei sindacati

Redazione DottNet | 07/11/2011 11:40

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Il servizio sanitario nazionale ''reggera' '' nonostante l'impatto delle manovre economiche varate dal governo negli ultimi mesi. Lo ha assicurato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ospite della trasmissione 'Ippocrate' su Rainews24, sottolineando che pero' il governo, almeno sul capitolo ticket, avrebbe potuto comunicare meglio le novita' ai cittadini. ''I sacrifici in certi momenti si devono fare - ha chiarito il ministro - ma vanno spiegati. Devo fare ammenda da parte del governo, perche' almeno la comunicazione avrebbe potuto essere diversa''. Resta il fatto che i nuovi ticket sono ''iniqui perche' lineari'' e vanno rimodulati tenendo conto di ''censo, quoziente familiare e appropriatezza''.

Ma ci sono altri campi in cui invece ''questo governo ha fatto molto'' come sulla continuita' delle cure e il potenziamento delle cure primarie sul territorio. Ormai, ha ricordato il ministro ''il 65% dei medici lavora in associazionismo'' garantendo quell'assistenza h24 che consente di 'alleggerire' i Pronto Soccorso dall'occuparsi delle patologie meno gravi. Peraltro, ha annunciato il ministro ''entro la fine dell'anno sara' siglato il nuovo accordo in Conferenza Stato-Regioni sul sistema dell'emergenza-urgenza'' per dare percorsi separati ai codici bianchi e verdi rispetto ai gialli e rossi, che andranno trattati ''o fuori dai Pronto Soccorso o all'interno ma in aree separate'' gestite a livello ''territoriale''.Gabriele Peperoni, esponente della Fnomceo e presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli, ricandidato alle prossime elezioni nella lista Costruiamo insieme, accenna ad indebite ingerenze o a scelte inopportune da parte della politica, portatrice di interessi particolari che mal si concilianocon le esigenze della sanità: “Negli anni trascorsi e nel presente non è stato agevole per i medici lavorare, sotto il costante pressing di taluni condizionamenti: soprattutto in un momento, quello attuale, in cui la professione - ha sostenuto il presidente - è schiacciata a livello nazionale da una congerie di norme, varate attraverso le manovre economiche di questi mesi, mentre a livello regionale permane un commissariamento che pregiudica una valida programmazione delle attività sanitarie”.Peperoni parla anche dell’Ordine che va assolutamente riformato ma che non può essere abolito, come invoca qualcuno, “perché è una tutela anche per il cittadino”. Molte, dunque, le priorità per l’Ordine dei medici: l’aspetto deontologico ed etico della professione, la formazione, il precariato medico, la femminilizzazione della professione, la delicata problematica della colpa nell’esercizio della prestazione sanitaria, l’eccessiva burocratizzazione del lavoro, il rapporto con le altre professioni, la tematica ambientale, l’attenzione per le medicine non convenzionali, infine lo sviluppo del versante comunicazione per una maggior correttezza dell’informazione sanitaria, talvolta strumentalizzata con effetti decisamente negativi sia per imedici che per la collettività.E la conclusione la riserva ai sindacati che non vivono un momento felice perché molti iscritti non si riconoscono più nelle associazioni per la tutela del lavoro e perché spesso “hanno utilizzati i propri spazi per garantire privilegi”.