EllaOne, Mpv chiede a Fazio d’impedirne la vendita

Redazione DottNet | 07/11/2011 15:49

Il Movimento per la vita e i centri di aiuto alla vita, riuniti in convegno a Firenze, hanno chiesto al ministro della salute Fazio di impedire il commercio di EllaOne, la cosiddetta pillola dei cinque giorni dopo. Secondo il Mpv l'utilizzo del farmaco e' incompatibile con la legislazione italiana e in contrasto con i principi - vincolanti per tutta la Comunita' europea - recentemente espressi dalla Corte di Giustizia. Il ministro, ricorda il Movimento per la vita, aveva chiesto al Consiglio superiore di sanita' la ''garanzia che il farmaco non agisca dopo il concepimento, impedendo l'annidamento.

 In sostanza, aveva chiesto se EllaOne e' o no compatibile con la legge 405/75, istitutiva dei consultori familiari, che definisce la procreazione responsabile e la finalizza alla tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento''. ''Il Css ha eluso la domanda - commenta il Mpv - valutando esclusivamente la compatibilita' di EllaOne con la legge 194/78 che non disciplina la procreazione responsabile, ma tratta di gravidanze in atto e diagnosticate e ne disciplina le modalita' di interruzione''. Implicitamente ma non esplicitamente ammettendone il potenziale effetto abortivo. Ma, ''in base al parere del Css, la procedura di approvazione ha ripreso il suo iter fino alla recente presa di posizione espressa dalla Commissione tecnico scientifica dell'AIFA, che fa proprie le considerazioni del CSS. Il farmaco potrebbe quanto prima entrare in commercio, in quanto inserito in fascia C, senza nemmeno necessitare del parere del CdA dell'AIFA. Il Movimento per la vita chiede al ministro che imponga al Consiglio superiore di sanita' di rispondere senza reticenze alla originaria richiesta di garanzie e nel frattempo di sospendere l'immissione in commercio del farmaco, in quanto legata a una risposta del CSS del tutto inadeguata.

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