Su Dottnet i programmi dei candidati alle prossime elezioni dell’Ordine provincia per provincia. Pubblica anche tu le tue idee: Gabriele Peperoni, presidente uscente e candidato all’Ordine dei Medici di Napoli

Redazione DottNet | 14/11/2011 17:41

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Le elezioni all’Ordine dei medici in alcune province italiane sono ormai alle porte. Dottnet offre un’opportunità a tutti i candidati: poter comunicare a tutti gli iscritti al nostro Social (oltre 150mila) il proprio programma. Ovviamente gratuitamente, come ormai ben sanno gli operatori della sanità che conoscono e frequentano il social da anni. Per cui grazie a questo potente e avanzato mezzo di comunicazione – in grado raggiungere in tempo reale la vasta comunità di medici italiani – il candidato potrà esporre i suoi programmi con la massima rapidità, praticamente in tempo reale. I candidati – o loro addetti stampa, simpatizzanti etc – potranno inserire loro stessi su Dottnet articoli, comunicati, video, video-interviste, programmi elettorali e fruire gratuitamente di tutti i servizi che il nostro social mette a disposizione degli utenti. I colleghi saranno così immediatamente informati da una mail che parte in automatico ad ogni pubblicazione. Il tutto – teniamo a precisarlo - è completamente gratuito e non sono previste singole sponsorizzazioni ma solo la vendita degli spazi pubblicitari. Merqurio Editore è certificato Iso 9001, vision 2000 ed il sito DottNet.it è studiato per rispondere alla certificazione Hon Code, che è in procinto di ricevere.

Gabriele Peperoni, presidente dell’Ordine dei medici napoletani, ha presentato ufficialmente la propria candidatura alla presidenza di OMCeO Napoli per il triennio 2012-2014 e la lista «Costruiamo insieme il futuro della nostra professione», composta dai 19 medici prescelti per formare il nuovo Consiglio Direttivo e il nuovo Collegio dei Revisori dei Conti, che lo affiancheranno, in caso di vittoria, nel governo dell’organismo di categoria. L’appuntamento elettorale per i medici partenopei è in agenda il 19, 20 e 21 novembre presso la sede dell’Ordine. 

La sanità in Campania non vive un momento felice 

Siamo alla vigilia di sfide cruciali per la classe medica napoletana e, in generale, per tutta la sanità campana, attesa ad una rifondazione profonda che dovrà segnare una svolta duratura nella gestione della salute pubblica partenopea e regionale. Una rimonta in cui ai camici bianchi tocca un ruolo da protagonisti. Ed è su questo sfondo che dovrà collocare le sue scelte future l’Ordine dei medici di Napoli. 

Quali sono le priorità che affronterà se rieletto? 

In cima alla lista delle priorità l’aspetto deontologico ed etico della professione, la formazione, il precariato medico, la femminilizzazione della professione, la delicata problematica della colpa nell’esercizio della prestazione sanitaria, l’eccessiva burocratizzazione del lavoro, il rapporto con le altre professioni, la tematica ambientale, l’attenzione per le medicine non convenzionali, infine lo sviluppo del versante comunicazione per una maggior correttezza dell’informazione sanitaria, talvolta strumentalizzata con effetti decisamente negativi sia per i medici che per la collettività. Tutti fronti assai delicati che esigono regole virtuose e certezze, nel primario interesse del cittadino e poi di tutte le categorie mediche. Ed è su questo terreno che la lista “Costruiamo insieme” ribadisce il suo impegno e lancia la sua sfida professionale e sociale. 

Nella sua lista ci sono molte presenze femminili 

E’ stato un chiaro segnale: inserendo nella rosa dei candidati al Consiglio e al Collegio dei Revisori ben sei presenze femminili e numerosi giovani medici abbiamo allargato lo spettro partecipativo del governo ordinistico affinchè OMCeO Napoli diventi davvero la “casa comune” dei medici. 

Come si pone la politica in questo contesto? 

E’ portatrice di interessi particolari che mal si conciliano con le esigenze della sanità: negli anni trascorsi e nel presente non è stato agevole per i medici lavorare, sotto il costante pressing di taluni condizionamenti: soprattutto in un momento, quello attuale, in cui la professione è schiacciata a livello nazionale da una congerie di norme, varate attraverso le manovre economiche di questi mesi, mentre a livello regionale permane un commissariamento che pregiudica una valida programmazione delle attività sanitarie.

Che ne pensa dell'idea di accorpare ministero della Sanità e welfare?

Aver fatto rinascere il Ministero della Salute non era tanto un'esigenza dei medici quanto una necessita' di organizzare al meglio la tutela della salute dei cittadini italiani e incidere sulla corretta gestione economico-finanziaria del Sistema Sanitario italiano. Non dimentichiamo che il SSN è finanziato per circa 106 miliardi di euro, e questo impone un accompagnamento forte nei confronti delle Regioni che, seppure titolari insieme allo Stato della tutela della salute, non devono essere lasciate sole per evitare un sistema che assista in maniera differenziata, a secondo del luogo di residenza, i cittadini italiani.