Teriparatide, trattamento di 18 mesi in donne in post-menopausa

Redazione DottNet | 15/11/2011 12:11

Un trattamento con teriparatide protratto fino 18 mesi in donne in postmenopausa colpite da osteoporosi ha portato a un significativo rafforzamento vertebrale e femorale in uno studio presentato da poco a San Diego, al meeting annuale dell’American Society of Bone and Mineral Research (ASBMR). Anche se teriparatide è indicata per le pazienti ad alto rischio di osteoporosi, gli effetti biomeccanici del farmaco nelle donne in postmenopausa non sono mai stati ben documentati tramite un’analisi a elementi finiti delle immagini Tac, cosa che invece è stata fatta nello studio presentato al congresso ASBMR da Tony Keaveny, della University of California di Berkeley. L’analisi a elementi finiti delle scansioni Tac è considerata il metodo migliore per ottenere una stima dei cambiamenti della forza a livello dell'anca e della colonna vertebrale. Studi precedenti su teriparatide che hanno sfruttato questa metodica hanno già evidenziato un buon rafforzamento della colonna vertebrale, ma finora non c’erano abbastanza dati per mostrare un aumento statisticamente significativo per l'anca. Lo studio presentato da Keaveny ha riaffrontato questi aspetti utilizzando tecniche di analisi un po’ più raffinate di quelle impiegate nei lavori precedenti.

Il ricercatore e il suo gruppo hanno analizzato 30 donne in postmenopausa osteoporosi trattate in aperto con teriparatide 20 mg/die per 18 mesi.
Effettuando una Tac quantitativa della colonna lombare e dell'anca al basale e 18 mesi, i ricercatori hanno valutato le variazioni della forza a livello vertebrale e femorale e hanno messo in relazione questi effetti con le variazioni di densità minerale ossea (BMD) volumetrica. La BMD è stata misurata per i compartimenti trabecolare, periferico (i 2 -3 mm di osso più esterno contenente sia osso corticale sia quello trabecolare adiacente) e per entrambi i compartimenti ("integrale "). I ricercatori hanno così evidenziato un aumento statisticamente significativo rispetto al basale della forza vertebrale e femorale. A livello della colonna, i miglioramenti hanno compreso anche un significativo aumento della BMD sia trabecolare sia periferico. Per quanto riguarda l'anca, la densità trabecolare è aumentata in modo significativo, mentre non si è osservato alcun cambiamento nella BMD a livello periferico.  Keaveny ha detto, inoltre, che sebbene teriparatide sia notoriamente associata a un aumento della porosità corticale, i risultati dello studio suggeriscono che l'aumento della densità trabecolare indotto dal farmaco può controbilanciare l'effetto. “A livello dell’anca, l’effetto complessivo è quello di un aumento della forza” ha affermato l’autore. “I risultati” ha aggiunto Keaveny “evidenziano anche l'importanza di guardare al di là della BMD nel valutare le variazioni della forza ossea conseguenti al trattamento con teriparatide”. Infatti, “la densità minerale ossea, valutata mediante la DEXA, può non mostrare alcun effetto a livello dell'anca, visto che la riduzione a livello corticale può annullare l'aumento a livello trabecolare". Risultati interessanti, dunque, anche perché evidenziano come la risposta biomeccanica possa essere diversa rispetto a quella in termini di BMD.

Bibliografia: T. Keaveny, et al. Increases in Both Vertebral and Femoral Strength in Postmenopausal Osteoporotic Women After 18 Months of Treatment With Teriparatide. ASBMR; abstract

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