Cellule del fegato di un donatore salvano la vita a un neonato

Redazione DottNet | 16/11/2011 16:56

Un neonato inglese, colpito da una grave malattia al fegato che lo stava uccidendo, e' stato salvato con una tecnica usata per la prima volta al mondo: gli sono state iniettate nell'addome cellule del fegato di un donatore, che hanno agito da fegato 'supplente', permettendo all'organo danneggiato di riprendersi e recuperare le proprie funzioni, evitando cosi' il trapianto. A sperimentare la tecnica, come riporta oggi la Bbc, e' stato un team di medici del King's College Hospital di Londra.

 Le cellule impiantate, ricoperte con un composto chimico ricavato da alcune alghe che evita l'attacco del sistema immunitario, hanno tagliato le tossine, prodotto proteine vitali e svolto le funzioni metaboliche perse, lavorando proprio come un fegato 'temporaneo'. Dopo due settimane il fegato del bambino ha iniziato a recuperare la sua funzionalita'. Ora il piccolo Iyaad Syed, che a due mesi era a un passo dalla morte, ha 8 mesi e sta bene. ''E' la prima volta che viene usata questa terapia - spiega Anil Dhawan, uno dei medici - per curare un bambino con insufficienza epatica grave". Il vantaggio di questa metodica e' che, senza il trapianto, ha evitato la terapia anti-rigetto al piccolo. Molti si chiedono se questa tecnica possa essere usata anche su altri pazienti con questi problemi, ma l'ospedale londinese si mantiene prudente, e spiega che e' necessario uno studio clinico per testarne l'efficacia''.

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