Prostata, funzione, malattie e cure: congresso a Napoli

Redazione DottNet | 16/11/2011 17:07

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The tiger and the cat, la tigre e il gatto. Con questa efficace immagine la medicina americana distingue due tipologie di carcinoma della prostata: una piu' violenta che deve inevitabilmente essere trattata per via chirurgica e un'altra meno aggressiva che puo' essere semplicemente tenuta sotto 'sorveglianza attiva', evitando cosi' l'impatto sullo stile di vita del post-operatorio. L'importanza della prevenzione e dei markers Psa, con i quali appunto si possono individuare precocemente questo tipo di cancro e stabilirne l'aggressivita', sara' uno dei temi di 'La prostata: funzione, malattie e cure', convegno nazionale organizzato per venerdi' prossimo dall'associazione 'Europa uomo Italia onlus' al Maschio Angioino di Napoli con il patrocinio del Comune.

 Sono 43.000, nel solo 2010, le diagnosi di tumore alla prostata in Italia. Sono circa 14 milioni gli italiani che per eta', familiarita' o fattori esterni rischiano di ammalarsi. Percentuali che subiscono un'impennata dopo i 50 anni, che salgono al 20% ai 60 anni e arrivano addirittura all'80% attorno agli 80 anni. Numeri su cui incidono la dieta, i comportamenti sessuali, l'ambiente di lavoro e soprattutto la predisposizione genetica. E' dimostrato che e' doppio il rischio per chi ha un parente di primo grado che ha avuto un cancro. Addirittura di 11 volte maggiore, con insorgenza precoce di 7 anni prima rispetto alla media, se i parenti di primo grado sono due. ''Ma di cancro alla prostata muoiono solo gli ignoranti - enfatizza Domenico Prezioso, docente di Urologia alla Federico II di Napoli e relatore al convegno - bisogna curare gli stili di vita e soprattutto fare puntuali e cadenzati controlli''. E' proprio grazie alla diagnosi precoce, alle visite di controllo e ai markers Psa che quasi il 50% dei tumori diagnosticati si scoprono essere, per dirla all'americana, 'gattini'. Si tratta cioe' di classi di rischio basse che per il 40% si possono tenere a bada con la 'sorveglianza attiva', ovvero esplorazione rettale e Psa ogni tre mesi e biopsia a scadenze prestabilite. ''Circa i due terzi dei pazienti rimangono in questa condizione - spiega Prezioso - Solo un terzo e' costretto a passare a terapie curative''. Prevenzione e sorveglianza attiva quindi vogliono scampare alla 'tigre', salvare la vita ed evitare le fastidiose complicanze post operatorie di una prostatectomia, su tutte impotenza e incontinenza. ''Lo screening - spiega Prezioso - e' fondamentale nelle categorie a rischio gia' a partire dai 40 anni. Ma anche gli over 50 non a rischio e' bene che comincino a farlo''. E poi, spiega Prezioso, pochi e semplici consigli di vita possono ridurre ulteriormente il rischio: evitare l'esposizione eccessiva a raggi ultravioletti e fare controlli periodici se sul lavoro si e' a contatto con agenti chimici. Evitare una dieta con troppi derivati del latte, insaccati e carne rossa troppo cotta, cosi' come e' bene non alzare troppo il gomito con i super alcolici. Mai, invece, far mancare dalla propria tavola verdura a foglie verdi, pomodori, peperoni, carote, broccoli, cavoli, cereali integrali e uva. Condire sempre con del buon olio d'oliva, accompagnare con un paio di bicchieri di vino rosso e concludere il tutto con agrumi o kiwi. E poi, durante la giornata, un po' di attivita' fisica, qualche sorso di the' verde e di notte mai rinunciare ai piaceri tra le lenzuola, dato che proprio una sana vita sessuale aiuta a mantenere in buona salute la prostata