Convegno 2 / Aumenta l'età degli organi donati

Redazione DottNet | 31/07/2008 16:20

convegno

Con l'invecchiare della popolazione e con l'aumentare delle morti per malattie associate all'età (come ictus o infarto) aumenta anche l'età degli organi che vengono donati. Con il risultato che oggi, chi ha bisogno di un trapianto di fegato, riceve un organo più vecchio rispetto a 10 anni fa.

E' emerso dal convegno annuale dell'Associazione europea per lo studio del fegato (Easl), inaugurato a Milano e che ha riunito fino oltre 6 mila esperti. ''In tutti i Paesi Ue l'età dei donatori sta salendo - spiega Andrew K. Borroughs, del Royal Free Hospital di Londra - e questo vuol dire che la qualità del fegato donato sta peggiorando nel tempo, per ovvi motivi. La qualità dell'organo di oggi non è la stessa di 10 anni fa: per questo sono importanti gli studi più recenti, effettuati anche su modelli animali, che cercano di minimizzare i danni a cui va incontro l'organo durante il processo di trapianto''.
In Italia, riportano gli esperti, si effettuano più di mille trapianti di fegato l'anno (5 mila il totale in Europa) e la sopravvivenza dopo l'intervento è del 95% a un anno dal trapianto, del 70% a 5 anni, e del 65% a 10 anni. La più grande indicazione al trapianto è l'infezione con il virus dell'epatite C ''che in Italia è il problema predominante - dice Antonio Craxi, epatologo dell'Università di Palermo - dato che almeno l'80% delle malattie croniche del fegato è dovuto a questa epatite. Le terapie ci consentono di guarire circa il 50% dei pazienti trattati, ma c'è ancora una quota elevata di malati che non risponde alle cure - conclude - Da una parte dobbiamo allora ottimizzare i farmaci che già abbiamo, e dall'altra dobbiamo cercare nuove soluzioni efficaci''.