Farmaci: gli innovativi sono sempre più costosi, +25% a molecola

Redazione DottNet | 21/11/2011 18:51

Progettare e mettere sul mercato un nuovo farmaco e' sempre piu' difficile, e soprattutto costoso, al punto che sono sempre di meno le molecole all'ultimo step dello sviluppo. La fotografia 'grigia' di un settore che solo in Italia vale 2,4 miliardi di euro di investimenti viene da un rapporto dell'azienda di consulenza Deloitte, secondo cui ormai ci vuole piu' di un miliardo di dollari per ogni medicina studiata.

 Secondo i numeri forniti dal rapporto, che prende in esame le 12 principali compagnie del mondo, se nel 2010 il costo per lo sviluppo di un farmaco era 864 miliardi di dollari, ora ce ne vogliono 1,1 (817 milioni di euro), con una diminuzione dei profitti dal settore ricerca e sviluppo dall'1,8% all'8,4%. Questo dato va di pari passo con una diminuzione delle nuove molecole all'ultima fase di sviluppo o in fase di approvazione, che lo scorso anno erano 23 e ora sono 18: "Questa fotografia mostra le sfide che stanno affrontando le industrie farmaceutiche - spiega Julian Remnant, uno degli estensori del rapporto, al settimanale Businessweek - noi continuiamo a vedere un livello troppo alto di fallimenti nelle sperimentazioni dei farmaci, che porterà in futuro a un'ulteriore diminuzione dei profitti". In Italia, secondo i numeri forniti da Farmindustria, il settore vale 2,4 mld di investimenti, dei quali 1,2 mld in Ricerca e 1,2 mld in impianti ad alta tecnologia. Il settore e' sostenuto per il 90% dalle imprese, e 6.050 sono gli addetti del solo settore R&S, il 9,1% del totale.  L'aumento delle spese, spiega il rapporto, si traduce necessariamente in un innalzamento anche dei prezzi: "C'e' una specie di 'zavorra' - spiega Remnant - per cui i farmaci di successo si portano dietro i costi anche di quelli che falliscono. Il lavoro di sviluppo sta diventando sempre piu' costoso soprattutto perche' ora bisogna dimostrare la superiore efficacia delle molecole, e questo requisito costringe gli sviluppatori a raccogliere piu' dati non solo per le approvazioni regolatorie ma anche per ottenere i rimborsi".  Uno dei rimedi che le compagnie stanno mettendo in campo, si legge ancora nella ricerca, e' una maggiore collaborazione con le universita' e i centri di ricerca, oltre che con la stessa 'concorrenza': "Mettere in comune i dati sui fallimenti e sugli studi in corso - spiega l'esperto - potrebbe contribuire ad aumentare i successi e a diminuire i costi di sviluppo".
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato