Tumori, a Padova la prima cura con un fascio di protoni

Redazione DottNet | 21/11/2011 19:35

Il primo malato affetto da un tumore raro, localizzato alla base della testa, ha completato la sua terapia con un fascio di protoni presso il centro di adroterapia di Pavia. A dieci anni esatti dalla progettazione e realizzazione del centro ideato dal fisico Ugo Amaldi e voluto da Umberto Veronesi, l'istituto ha raggiunto dopo anni di test sperimentali, il suo primo obiettivo. Ad annunciarlo al congresso dei radioterapisti oncologi riuniti a Genova il professor Roberto Orecchia, direttore scientifico del Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao).

Il progetto dalla sua nascita e' stato lungo e faticoso: ha ottenuto un finanziamento di 124 milioni di euro ed e' stato realizzato ex novo grazie a contributi del ministero della salute, di policlinici universitari, della Regione Lombardia, della Cariplo, dell'istituto nazionale di fisica nucleare. ''Un progetto innovativo - spiega Orecchia - che si basa sull'uso terapeutico di ioni pesanti (protoni e ioni di carbonio) che possono essere efficaci non per tutti i malati ma solo per alcuni tipi di tumore: ed e' per questo che tutti i prossimi casi saranno selezioni secondo criteri clinici stabiliti dal consiglio superiore di sanita' e da un comitato scientifico ed etico. La struttura non vuole diventare un centro della speranza ma un centro specializzato, collegato con le radioterapie oncologiche regionali che invieranno casi particolari''. Una struttura simile e' operativa in Germania ad Heidelberg con la quale il centro di Pavia collabora. Attualmente al Cnao lavorano 101 professionisti tra medici, ingegneri, fisici, informatici.

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