Osteoporosi, linee guide per prevenire le carenze di vitamina D

Redazione DottNet | 23/11/2011 16:20

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Crollano d'inverno le scorte di vitamina D, fondamentale per il benessere delle ossa, a scapito anche delle cure per l'osteoporosi che proprio per questo sono meno efficaci, tanto che gli esperti hanno diramato nuove linee guida per prevenire queste carenze. Le Linee Guida della Societa' Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (Siommms) parlano chiaramente di 'supplementazione'. Salvatore Minisola, gia' presidente della societa' scientifica, precisa il concetto portando due esempi estremi: ''la persona sana che in estate va al mare e che ha anche la possibilita' di permettersi una vacanza in una localita' estiva durante l'inverno - afferma - ha quasi certamente un buon patrimonio vitaminico D e necessitera' pertanto di minime dosi durante l'inverno.

 Per contro, la persona anziana che vive sempre al coperto e che esce d'estate nelle ore in cui i raggi del sole sono meno caldi, sara' in una condizione di carenza e andra' supplementata''. E non serve passeggiare durante la pausa pranzo per catturare il tiepido sole invernale. ''Sopra il 37° parallelo (pressappoco il livello di Catania) - dice Minisola - nel periodo invernale non vi e' la possibilita' di produrre adeguate quote di vitamina D attraverso l'irradiazione solare''. Anche la dieta difficilmente aiuta: ''E' vero che alcuni alimenti sono una fonte eccezionale di vitamina D. Ma purtroppo sono in pochi a portarli in tavola. Si tratta in particolare del salmone e degli sgombri, che andrebbero mangiati almeno tre volte alla settimana - continua Minisola - Il difetto di questi pesci e' che non fanno parte della tradizione mediterranea''. Ma da oggi le persone a rischio, come le donne dai 50 anni in su, potranno scoprire il proprio potenziale rischio di frattura ossea dovuta all'osteoporosi. Siommms e Sir (Societa' Italiana di Reumatologia) ha realizzato sul sito www.stopallefratture.it un test di auto-diagnosi. Basta rispondere ad alcune domande su stili di vita e abitudini personali, sul fatto di aver subito, o meno, fratture e inserire, se disponibile, il valore dell'ultima MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) effettuata. Il test consentira' di definire il livello di rischio di incorrere in una frattura da fragilita' ossea nei successivi 10 anni. Secondo il risultato ottenuto, verranno indicate raccomandazioni e consigli su come prevenire le eventuali fratture.