Sentenza del lavoro: anche il tempo impiegato per indossare il camice fa parte dell’orario lavorativo e va retribuito

Redazione DottNet | 24/11/2011 17:44

I minuti necessari ad indossare il camice, per chi fa i turni in ospedale, devono essere considerati tempo di lavoro effettivo e quindi retribuiti. A stabilirlo e' una sentenza emessa dal giudice del lavoro del tribunale di Orvieto Gianluca Forlani, che ha accolto il ricorso presentato da cinque lavoratori dell'ospedale Santa Maria della Stella contro l'Asl 4. L'azienda sanitaria e' stata condannata, come richiesto dai lavoratori, a risarcire a questi ultimi il tempo di lavoro aggiuntivo giornaliero rispetto a quello del turno ed e' stata anche condannata a pagare le spese processuali nei confronti dei ricorrenti.  

  Il risarcimento e' stato pari a 4mila euro a dipendente: il tempo necessario per recarsi negli spogliatoi, indossare la divisa e andare al reparto e' stato infatti quantificato dal giudice in 15 minuti e il tempo di prescrizione in 5 anni.     Secondo la Uil Fpl, che ha promosso e sostenuto la vertenza, si tratta di una sentenza ''pilota''. ''La nostra intenzione - hanno spiegato il segretario regionale della Uil-Fpl, Marco Cotone, e quello di Terni, Gino Venturi, in una conferenza stampa - e' quella di estendere la vertenza in tutte le aziende sanitarie della regione. Complessivamente, sulla base di una stima fatta dal nostro sindacato, potrebbero infatti essere circa 7.000 i lavoratori interessati e 28 milioni di euro la cifra da risarcire da parte delle Asl, considerato che per ogni dipendente si arriva sino a 800 euro all'anno di risarcimento.  Per ottenerlo e' pero' necessario che ogni interessato faccia ricorso al giudice per bloccare immediatamente la prescrizione''.     L'interesse della Uil, e' stato spiegato ancora, e' pero' anche quello di aprire ''in tutte le aziende sanitarie e ospedaliere, delle vertenze per arrivare in via negoziale a regolamentare la materia e vedere cosi' riconosciuto il diritto del lavoratore per il futuro''.     ''E' opportuna - ha aggiunto Cotone - l'apertura di un confronto regionale che detti linee di indirizzo omogenee per le aziende sanitarie in tutto il territorio. Gia' da tempo abbiamo espresso la necessita' di garantire un giusto riconoscimento a medici, infermieri, operatori socio sanitari e personale ausiliario e garantire ai pazienti la continuita' assistenziale''.

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