Online i farmaci sono scadenti: è allarme per la vendita sul web

Redazione DottNet | 25/11/2011 08:57

Prodotti spesso scadenti, e dunque rischiosi per la salute, e anche piu' cari. E' allarme rosso per chi acquista farmaci online. Lo denuncia Altroconsumo che, in collaborazione con il ''Q-tech Research and Study Centre'' dell' Universita' degli studi di Brescia, ha condotto un'indagine sull'acquisto online di un generico a base di fluoxetina, il principio attivo del Prozac, un antidepressivo che puo' essere venduto solo sotto prescrizione medica e che agisce sul sistema nervoso centrale, con controindicazioni e effetti collaterali. Attraverso una ricerca sono stati identificati 98 siti che vendevano fluoxetina.

 Sono state 64 le prove totali di acquisto effettuate, senza che l'acquirente incaricato da Altroconsumo presentasse alcuna ricetta medica, ma solo 19 sono giunte a una transazione commerciale e in ben sei occasioni (il 31% dei casi) denaro e tempo sono stati buttati via: la merce, infatti, non e' mai arrivata a destinazione. Ma il problema piu' serio resta quello legato alla salute. La qualita' dei prodotti arrivati a destinazione e' risultata scadente: in otto casi, spiega Altroconsumo, sono state trovate tracce di solventi classificati come possibili cancerogeni; in sette campioni trovati metalli pesanti e in altrettanti impurezze che dovrebbero essere assenti secondo la farmacopea europea. A titolo di confronto e' stato acquistato lo stesso generico in farmacia e analizzato come tutti gli altri e i risultati in questo caso non hanno riscontrato anomalie. Inoltre i farmaci comprati via web erano spesso piu' cari (in media 1,40 euro per pillola contro i 30 centesimi dell'acquisto tradizionale), non sempre avevano la confezione e quasi mai il foglietto illustrativo. ''Comprare senza ricetta online e' un espediente che costa caro al portafogli e alla salute'', chiosa Altroconsumo, che ha segnalato i risultati al ministero della Salute e all'Aifa. La distribuzione dei farmaci deve essere completamente ricondotta alle 17.600 farmacie presenti in Italia, perche' svolgono un servizio capillare e con un alto indice di gradimento da parte della gente. Lo ha ricordato la presidente nazionale di Federfarma Anna Rosa Racca in apertura della tavola rotonda dedicata al futuro delle farmacie, tenutasi questa mattina al Forum Risk Management in corso di svolgimento ad Arezzo. Sulla stessa linea anche Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm che ha criticato la scelta di alcune regioni, soprattutto la Toscana, che per esigenze economiche hanno implementato la distribuzione diretta dei medicinali. ''C'e' una rincorsa sui conti a chi risparmia di piu', ma cosi' facendo si rischia di depauperare una realta' professionale fondamentale che invece la farmacia dei servizi vuole valorizzare ancora di piu'''. Gizzi si e' anche soffermato su un altro tema caldo, la remunerazione: ''Bisogna cambiarla e premiare il farmacista''. Marcella Marletta del ministero della Salute ha dato la ''piena disponibilita' del Ministero ad aprire un tavolo con Regioni e Farmacie per discutere delle prospettive e anche della questione della distribuzione diretta''.

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