Balduzzi: i ticket saranno rimodulati. Cricelli (Simg): pagare limita l’accesso alle cure. La situazione regione per regione. Polemiche sul piano di riparto

Redazione DottNet | 24/11/2011 19:54

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Il ministro della Salute Renato Balduzzi ne e' convinto: serve rimodulare il sistema dei ticket sanitari, d'intesa con le Regioni ''per seguire criteri di maggiore equità e trasparenza con il riconoscimento del reddito familiare e della numerosità dei figli". ''E' una delle prime questioni del nostro lavoro'', ha aggiunto Balduzzi, che ha fatto intendere che della questione si occupera' presto, ''dentro al quadro complessivo del Patto per la Salute'' che il prossimo anno scade e quindi deve essere rinnovato quanto prima.

L'idea di rivedere i ticket piace alle Regioni, che hanno sempre mal sopportato l'idea di aver dovuto, nel maggio scorso, reintrodurre il balzello e viene accolta con favore anche dai sindacati e dalle forze politiche. Per Stefano Cecconi, responsabile Welfare Cgil, il punto d'arrivo, pero' deve essere l'eliminazione dei ticket. ''Se poi per arrivarci in maniera graduale si deve passare per la rimodulazione - dice senza mezzi termini - allora ben venga il confronto, ma per quanto ci riguarda l'obiettivo, alla fine dei conti, può essere uno solo". Anche la Società italiana di medicina generale, pone la questione dei ticket sanitari, ''per le persone a basso reddito il ticket può significare la non accessibilità alle cure'', fa notare il presidente Simg, Claudio Cricelli. Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, suggerisce al neo ministro di applicare una tassa sul fumo: ''con 50 centesimi a pacchetto, in un anno - ragiona - riusciremmo a ottenere quasi un miliardo e mezzo di euro per finanziare il nostro Servizio sanitario nazionale''. ''E' condivisibile che il ministro della Salute Balduzzi, ponga l'attenzione alla rimodulazione dei ticket sanitari ma auspichiamo che possa tenere conto, specie per alcune Regioni, delle esenzioni, cioe' che non si gravi sulle casse già esangui delle Regioni", sottolinea invece l'assessore alla Sanità della Regione Siciliana, Massimo Russo. E c'e' chi, come l'assessore pugliese alla Sanita', Tommaso Fiore, pur condividendo che venga posto il problema che riguarda i ticket sanitari chiede che, come primo atto, venga ritirata la proposta di riparto del Fondo sanitario per il 2012 che l'ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha diffuso poco prima di lasciare la poltrona. ''Quel documento - dice l'assessore - é irricevibile e mi auguro che il nuovo ministro lo ritiri e ne formuli un altro in accordo con le Regioni". Le Regioni si apprestano dunque a discutere del riparto del Fondo sanitario per il prossimo anno, pari a 108,779,684 milioni di euro, e gia' si profilano aspre polemiche all'orizzonte, in particolare tra Regioni del nord e del sud. Torna in ballo, infatti, la questione della 'deprivazione' - ovvero il concetto per cui il riparto dei fondi sanitari deve avvenire anche in base alle condizioni socio-economiche del territorio - che tanto aveva diviso, lo scorso anno, le Regioni: quelle del sud chiedevano che tra si tenesse conto delle condizioni socio-economiche delle popolazioni, notoriamente piu' critiche al Mezzogiorno, le seconde insistevano sui criteri tradizionali, ovvero il conteggio della popolazione e il 'peso' degli anziani. Ma anche il calcolo della popolazione, quest'anno, crea polemiche in quanto e' in corso il censimento dell'Istat. Proprio all'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - di cui il ministro Balduzzi e' stato presidente - era stato commissionato uno studio al fine di prevedere nuovi criteri di riparto del Fondo. Oggi intanto e' stata convocata una prima riunione di un gruppo di lavoro di tecnici delle Regioni per tentare di districare la 'matassa'. Il tempo non e' molto: tra dicembre e gennaio le Regioni dovranno trovare un accordo o a valere, per il 2012, sara' il riparto del Fondo formulato dall'ex ministro Fazio. 

La situazione in Italia

Rimodulare i ticket sanitari seguendo criteri di maggiore equita', come il riconoscimento del reddito familiare e della numerosita' dei figli. E' questo l'obiettivo del nuovo Governo, come spiegato dal neo ministro della Salute, Renato Balduzzi. Attualmente, i nuovi ticket introdotti con la manovra 2011 (10 euro su visite specialistiche e diagnostica e 25 euro per i codici bianchi al Pronto soccorso) vengono applicati in tutte le Regioni, con modalita' diverse, tranne Valle d'Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, mentre nella provincia di Trento si applica solo quello sul pronto soccorso per le prestazioni non urgenti.

- REGIONI CHE NON RIMODULANO: Diverse le regioni che gia' a fine luglio hanno fatto scattare regolarmente i ticket: Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia e Basilicata (unica che non aveva attivato i 25 euro per i codici bianchi). Per i sardi, invece, il ticket aggiuntivo e' solo un contributo simbolico di un euro, spalmato su tutti gli assistiti, mentre per il Pronto Soccorso e' previsto il pagamento di 25 euro per i codici bianchi e di 15 euro per i codici verdi.

- ABRUZZO MODULA IN BASE AL REDDITO: La quota fissa aggiuntiva di 10 euro a ricetta per la specialistica ambulatoriale trova applicazione in Abruzzo dal 10 agosto, ma solo per nuclei familiari con redditi superiori a 36 mila 151 euro annui.

- PIANO CONGIUNTO TOSCANA, UMBRIA ED EMILIA ROMAGNA: Le tre regioni hanno presentato insieme un piano di rimodulazione dei ticket per fasce di reddito sia per i farmaci, sia per le prestazioni specialistiche. In Toscana sono partiti il 22 agosto, in Emilia Romagna il 29, mentre in Umbria il piano di applicazione regionale e' partito a settembre.

- LOMBARDIA, TICKET E' 30% COSTO RICETTA: Dal primo agosto sono in vigore in Lombardia rimodulazioni dei ticket in base al valore delle prestazioni: niente ticket per le prestazioni sotto i 5 euro, e sopra i 5 euro l'aggravio di costo non sara' fisso, ma pari al 30% del valore della ricetta.

- MARCHE, STOP A RIMODULAZIONE: Nelle Marche e' attivo il ticket sanitario da 10 euro. L'obiettivo annunciato era quello di voler rimodulare il ticket in base alle fasce di reddito familiare lordo, ma non e' arrivato l'ok del precedente Governo.

- PIEMONTE, RIMODULAZIONI SU PRESTAZIONI: Il Piemonte ha deciso di modulare il contributo dei cittadini mantenendo invariato il costo dei ticket piu' bassi e facendo crescere in maniera proporzionale quelli piu' alti.

- VENETO, MODULAZIONE SU DUE FASCE: Il Veneto applica dall'inizio di agosto i nuovi ticket modulati su due fasce di reddito. Cinque euro per le famiglie con reddito fino a 29.000 euro, 10 euro per quelle che superano questa soglia.

- FRIULI VENEZIA GIULIA: In FVG e' attivo il ticket da 10 euro per la diagnostica e quello da 25 euro per i codici bianchi. 

Riparto sanitario, Nord contro Sud

Le Regioni si apprestano a discutere del riparto del Fondo sanitario 2012, pari quest'anno a 108,779,684 milioni di euro, e gia' si profilano aspre polemiche all'orizzonte, in particolare tra Regioni del nord e del sud. Nelle scorse settimane, infatti, l'ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha inviato al presidente della Conferenza delle Regioni, all'assessore della Regione Veneto in quanto coordinatore della materia, all'assessore della Regione Umbria (perche' coordinatore vicario della commissione) e ai presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, la proposta del ministero sul riparto della somma per finanziare il Servizio sanitario nazionale, somma che ammonta appunto a a 108,7 miliardi di euro (nel 2011 le risorse erano state pari a 106,4 miliardi), sulla quale e' gia' stato acquisito l'assenso tecnico del ministero dell'Economia e delle Finanze. Di questi fondi, poco piu' di 105 milioni di euro fanno parte della quota indistinta, 269 milioni sono finalizzati, 6,84 milioni sono vincolati per le Regioni e la pubblica amministrazione per la medicina penitenziaria, 401,43 milioni sono vincolati per altri enti (173 milioni per finanziare le borse di studio per gli specializzandi, 243 milioni per il finanziamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali, 143,43 milioni per il finanziamento della Croce Rossa italiana, 13 milioni di euro per finanziare gli oneri contrattuali di alcuni bienni economici per il personale degli istituti zooprofilattici e 2 milioni per il Centro nazionale trapianti). Il riparto del ministero della Salute prevede il 5% dei fondi per la prevenzione, il 51% per la medicina distrettuale e il 44% per la ospedaliera. Ma non appena e' arrivato all'attenzione delle Regioni, il nuovo riparto ha scatenato un mare di polemiche. ''Non soltanto vengono confermati i criteri dello scorso anno - osserva Tommaso Fiore, assessore alla Sanita' in Puglia - ma per la prima volta un ministro fa il 'lapis' a quelle che dovrebbero essere le decisioni prese dai presidenti delle Regioni, pretendendo di sostituirsi, in qualche modo, a loro. Chiediamo che il neo ministro della Salute Balduzzi ritiri questo decreto e ne formuli un altro, d'intesa con le Regioni, che preveda nuovi criteri''. Torna dunque in ballo la questione della 'deprivazione' - ovvero il concetto per cui il riparto dei fondi sanitari avviene anche in base alle condizioni socio-economiche della Regione - che tanto aveva diviso, lo scorso anno, le Regioni: quelle del sud chiedevano che tra si tenesse conto delle condizioni socio-economiche delle popolazioni, notoriamente piu' critiche al Mezzogiorno, le seconde insistevano sui criteri tradizionali, ovvero il conteggio della popolazione e il 'peso' degli anziani. Ma anche il calcolo della popolazione, quest'anno, crea polemiche in quanto e' in corso il censimento dell'Istat. Oggi intanto e' stata convocata una prima riunione di un gruppo di lavoro di tecnici delle Regioni per tentare di districare la 'matassa'. Il tempo non e' molto: tra dicembre e gennaio le Regioni dovranno trovare un accordo o a valere per il 2012 sara' il riparto formulato dall'ex ministro Fazio.