Geriatria, con la prevenzione farmacologica si abbattono i costi. Pecorelli (Aifa): i medici devono prescrivere anche la dieta

Redazione DottNet | 05/12/2011 12:34

Chi più spende meno spende. Il vecchio adagio illustra perfettamente i risultati aggiornati della più ampia indagine sulle condizioni degli anziani italiani e sul livello delle cure che vengono loro offerte, condotta negli ultimi 24 mesi dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria con la collaborazione della Fondazione Sanofi-Aventis, relativi a circa 600.000 anziani assistibili. I dati raccolti dimostrano infatti che perseguire strategie di prevenzione negli anziani, anche quelli piu' avanti con l'eta' per i quali a volte si abbandonano le terapie, attraverso la prescrizione e l'aderenza a terapie farmacologiche appropriate, costa molto meno del dover affrontare le spese relative agli inevitabili ricoveri di anziani non adeguatamente trattati.

 "Senza considerare l'ovvio risparmio di sofferenze personali, evitare un ricovero conviene alle casse del Servizio Sanitario Nazionale - spiega Niccolò Marchionni, presidente SIGG - Se infatti un anno di terapie di prevenzione cardiovascolare con i farmaci costa 1400-1500 euro per paziente, per un ricovero non si spendono meno di 10.000 euro. Per un anziano che non aderisce alle terapie si spendono comunque circa 600 euro all'anno in farmaci, a cui si aggiunge un surplus di spesa per le ospedalizzazioni, quasi doppie che nei soggetti aderenti. Tutto questo significa che prescrivere le terapie e cercare di aumentare l'aderenza del paziente conviene, anche dal punto di vista strettamente economico". ''Credo che noi medici dovremmo cominciare a considerare che nelle prescrizioni non dovrebbero esserci solo i farmaci, che a volte sono indispensabili, come ad esempio nel caso degli antibiotici o degli antitumorali. Ma si dovrebbe pensare anche a una prescrizione che dica come dobbiamo alimentarci correttamente''. Lo ha detto Sergio Pecorelli, presidente dell'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) e rappresentante italiano del gruppo di studio sull'invecchiamento in salute dell'Unione europea.  ''L'importanza di invecchiare bene sembra ovvia - ha precisato Pecorelli -. Il vero problema e' invecchiare senza morbilita''', ovvero senza malattie. ''Per farlo c'e' un segreto, forse l'unico per avere una popolazione invecchiata in buone condizioni, ed e' quello della prevenzione. Questa si comincia fin da piccoli, e ha due grossi capisaldi: l'esercizio fisico e l'alimentazione''.  Quest'ultima, in particolare, ''e' fondamentale perche' non e' solo una questione cosmetica o estetica, ma se corretta permette anche di diminuire nettamente il processo dell'infiammazione che porta alle malattie croniche, e che a loro volta portano ad anziani con morbilita'''.  Anche il cibo, insomma, e' una cura: ''C'e' un motto inglese - conclude Pecorelli - e dice che il cibo e' medicina. Anche per questo l'Europa ha preso in grandissima considerazione il problema, e ha istituito una commissione speciale proprio sull'invecchiamento attivo e senza malattie, nella quale l'alimentazione e' uno dei capisaldi''.

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