Sanità, saltano i provvedimenti su ticket e Lea. Fuori dalle farmacie i farmaci di fascia C: la protesta di Federfarma

Redazione DottNet | 05/12/2011 10:52

La sanità per il momento è salva: smentite le anticipazioni della vigilia, non saranno applicati i provvedimenti che il governo Berlusconi aveva proposto a luglio, dal ticket sui ricoveri alla riduzione dei Lea. Sembra sia andato a buon fine, dunque, l'intervento delle Regioni sul premier Monti per cui, con la manovra approvata ieri sera, il finanziamento 2012 sarà quello già fissato nel Patto per la salute, ovvero oltre 106 miliardi di euro da ripartirsi tra le Regioni stesse: "Non un euro di meno" ha affermato ieri Vasco Errani.

 Polemiche suscita invece la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C, ovvero i medicinali acquistabili con ricetta medica ma non rimborsati dal Ssn, una norma che arriva a rivoluzionare un mercato che si aggira sui 3 miliardi di euro l'anno. Forte la preoccupazione da parte dei titolari delle 18mila farmacie sparse lungo il territorio, preoccupati di perdere un importante quota di mercato a danno delle parafarmacie e della grande distribuzione. Federfarma ha già chiesto un incontro con il Governo, ricordando che in nessun Paese i farmaci con ricetta medica vengono distribuiti in esercizi meramente commerciali. E il suo presidente Anna Rosa Racca ha avvertito che la vendita dei medicinali di fascia C fuori dalle farmacie avrebbe "il solo effetto di creare gravi difficoltà economiche ai nostri esercizi e di ridurre il livello di sicurezza e di tutela della salute". Per l'associazione delle Parafarmacie Anpi il provvedimento nel giro di pochi mesi favorirebbe l'apertura di ulteriori 3.500 esercizi, garantendo oltre 8.000 nuovi posti di lavoro, investimenti immediati di oltre 600 milioni di euro e risparmi per i cittadini di oltre 200 milioni di euro l'anno. L'altra misura riguarda la revisione della pianta organica delle farmacie con l'abbassamento del il quorum abitante/per farmacia a 4 mila uniformandolo su tutto il territorio (oggi nei comuni con meno di 12.500 abitanti il quorum è a 5 mila). "L'uscita dei farmaci di fascia C dalle farmacie è inaccettabile". A ribadirlo, alla vigilia del Consiglio dei ministri, e' il presidente di Federfarma, Anna Rosa Racca. "I farmacisti italiani si riuniranno in assemblea a Roma il prossimo 7 dicembre, per verificare i contenuti del provvedimento anticrisi - precisa Racca - e qualora fosse confermata la libera vendita dei farmaci con ricetta medica nei corner dei supermercati, bazar, parafarmacie, pizzerie, e mercati rionali, si dichiarano pronti a porre in atto le proteste piu' forti, non escludendo la serrata, per spiegare a tutti di quale servizio si vuole privare i cittadini". Per il presidente di Federfarma, inoltre, "l'assistenza farmaceutica non c'entra nulla con lo sviluppo economico. Nessuno l'ha mai neppure teorizzato, tranne in Italia dove con il patrocinio di forti soggetti economici e di qualche politico interessato la ricetta medica esce dalla farmacia: primo caso al mondo". In tal senso l'associazione dei titolari di farmacia chiede un incontro con il Presidente del Consiglio, Mario Monti, e con il ministro della Salute, Renato Balduzzi, per esporre le proposte dei farmacisti italiani e per coordinare insieme una riforma del sistema delle farmacie. "Con l'intervento sulle farmacie - spiega il Ministro dello Sviluppo, Corrado Passera - si fa un passo avanti. La nostra proposta prevede che l'intera fascia C sia aperta alla concorrenza, naturalmente con tutte le cautele del caso: è previsto che siano comunque sempre presenti i farmacisti; riguarda solo i centri maggiori perché i centri minori, come servizio universale, vanno ancora maggiormente tutelati. C'è poi una certa apertura ulteriore in termini di numero di farmacie molto graduale. E un'apertura anche ai giovani farmacisti, cooperative o gruppi di farmacisti.  La fascia C è minore del totale del fatturato delle farmacie. La stragrande maggioranza è a regime amministrato e come tale non c'è ragione di aprirlo alla concorrenza. Quello invece dei farmaci non rimborsati dal Ssn pensiamo sia un'area che possa dar luogo a concorrenza e crescita. La già oggi parziale apertura non ha modificato in maniera così rilevante i volumi delle vecchie farmacie, mentre ha creato a favore dei consumatori una buona pressione sul prezzo".