Il diabete costa all’Italia 10 miliardi l’anno. E l’epidemia si diffonde. Arriva una nuova insulina

Redazione DottNet | 13/12/2011 12:07

L''epidemia' di diabete, che colpisce in misura sempre maggiore anche l'Italia, costa al nostro Sistema sanitario nazionale circa 10 miliardi di euro l'anno. Un costo aumentato di oltre il 40% in 5 anni. E per ognuno degli oltre 3,5 milioni di diabetici italiani si spendono circa 2.800 euro annualmente, il 78% in piu' rispetto alla popolazione non diabetica. Il quadro emerge dai dati aggiornati dell'Osservatorio ARNO Diabete del Cineca, realizzato in collaborazione con la Societa' italiana di diabetologia (Sid) e con l'Amd, Associazione medici diabetologi.

I dati sono raccolti su oltre 500.000 diabetici seguiti nell'arco di 15 anni. Secondo l'Osservatorio, si tratta di dati molto preoccupanti: la prevalenza del diabete nella popolazione italiana e' infatti ormai a circa il 5,8% e dal 2007 ad oggi il numero dei casi e' cresciuto del 13%. I dati raccolti, spiega Giulio Marchesini , responsabile Sid presso l'Osservatorio, ''dipingono il quadro di una malattia in continua crescita, che drena moltissime risorse economiche del ssn''. Sulla spesa annuale per ogni paziente diabetico, precisa l'esperto, circa 1.600 euro derivano dai costi per i ricoveri, che sono l'80% in piu' rispetto alla popolazione non diabetica. IL secondo capitolo della spesa e' invece rappresentato dai farmaci: solo quelli per curare le patologie collegate al diabete, come le malattie cardiovascolari, fanno infatti registrare una spesa di oltre 600 euro pro-capite l'anno. Negli ultimi 5 anni, inoltre, e' raddoppiato il numero dei pazienti trattati con terapie insuliniche, con un incremento della spesa media pro-capite del 42%. A fronte di tale situazione, afferma Marchesini, ''al fine di ridurre i costi delle complicanze legate al diabete, non si puo' procedere con la politica dei tagli lineari alla spesa sanitaria''. Bisogna anche considerare il dato in base al quale, aggiunge, ''i pazienti seguiti solo dal medico di base hanno una aspettativa media di vita di 5 anni inferiore rispetto a chi e' seguito anche da una struttura specialistica''. Dunque, ''per risparmiare in modo intelligente, e nell'interesse dei malati - conclude l'esperto - occorre semmai potenziare e razionalizzare l'assistenza diabetologica sul territorio''. Intanto si fanno passi avanti nelle terapie anti-diabete che utilizzano l'insulina: nuove formulazioni si stanno infatti dimostrando molto efficaci e sicure, ed e' al 'debutto' una particolare insulina di nuova generazione.   A confermare l'efficacia della terapia con insulina e' in particolare lo studio 'Achieve', presentato al congresso e appena pubblicato sulla rivista 'Diabetes Research and Clinican Practice': e' il piu' grande studio mai condotto sulla sicurezza ed efficacia del trattamento con insulina, coinvolgendo 66.726 pazienti con diabete di tipo 2 in 28 Paesi in Asia, Africa ed Europa. Prima di iniziare la terapia con insulina, i pazienti presentavano un livello medio di glucosio nel sangue pari a 9,5% contro la soglia massima riconosciuta del 7%, e cio' li esponeva ad un alto rischio di sviluppare gravi complicanze. Secondo le indicazioni dei medici, i pazienti hanno quindi iniziato la terapia con uno dei tre tipi di insulina prodotti dall'azienda Novo Nordisk, leader nel mondo nel campo della diabetologia. Dopo 24 settimane di terapia con uno dei tre regimi insulinici, lo studio ha registrato una notevole riduzione nei livelli del glucosio (dal 9,5% al 7,4%) evidenziando inoltre una bassa incidenza di episodi di ipoglicemia. ''Miglioramenti di questa portata nel controllo del glucosio - ha commentato il diabetologo Philip Home, della Newcastle University (England) - hanno un significato clinico importante: sappiamo infatti che ogni riduzione del'1% del glucosio e' associata ad una riduzione del rischio di complicanze del diabete''. Altra novita' presentata da Novo Nordisk al congresso e' l'insulina di 'nuova generazione' Degludec: si tratta, spiegano gli esperti, di una formulazione nuova di insulina basale che consente il controllo della glicemia ma con il vantaggio di avere un'azione piu' prolungata e piu' stabile e con una notevole riduzione degli episodi di ipoglicemia. La nuova formulazione, ha affermato Alan Moses, Corporate vicepresident e global chief medical officer di Novo Nordisk, ''e' stata presentata per l'autorizzazione all'Agenzia del farmaco Usa (Fda) ed europea (Ema)''. Si attende l'arrivo sul mercato nel 2012-13

Sono 366 milioni i malati di diabete nel mondo nel 2011 ma, secondo le previsioni, raggiungeranno il picco di 552 milioni nel 2030. un'epidemia 'globale' che sta interessando sempre di piu' anche i paesi dell'Asia e dell'Africa e che pone un grave problema di sostenibilita' economica: nell'arco di 10 anni, i vari sistemi sanitari nazionali non saranno infatti piu' in grado di 'reggere' i costi della 'emergenza diabete'. L'allarme arriva dagli esperti riuniti a Dubai per il Congresso mondiale sul diabete promosso dalla International Diabetes Federation (Idf), al quale partecipano oltre 15mila delegati da 160 Paesi. La situazione, spiega il presidente dell'Associazione italiana medici diabetologi (Amd) Carlo Giorda, ''e' allarmante nei Paesi occidentali, ma lo e' in misura sempre maggiore anche in vari Paesi dell'Asia, Africa e paesi arabi. Negli Emirati arabi, ad esempio, e' affetta da diabete una persona su 5 e l'incidenza di tale patologia e' tripla rispetto a quella italiana, raggiungendo il 13% circa''. Secondo le ultime stime, inoltre, solo in Nord Africa e alcune regioni dell'est i malati di diabete sono 32,6 mln (9,1%) e questo numero si stima raddoppiera' nell'arco di 20 anni. Nel 2030, solo in Cina il diabete colpira' 130 mln di persone. Ma qual e' la ragione della 'esplosione' del diabete anche in continenti come Asia e Africa? Questa, spiega Giorda, ''e' da ricercarsi in un progressivo peggioramento degli stili di vita di queste popolazioni, a seguito della industrializzazione, con una maggiore sedentarieta' e un'alimentazione di scarsa qualita'''. Se non si metteranno dunque in campo strategie mirate, avverte l'esperto, ''il rischio in pochi anni e' che nei vari Paesi si determinino problemi di crescita economica, sostenibilita' dei sistemi sanitari e riduzione del Pil per perdita di giornate lavorate''. Per questo, sottolinea, ''Oms e Onu si stanno muovendo per la messa in atto di politiche mirate a livello nazionale, a partire dai programmi di prevenzione precoce''. Ed in questo contesto l'Italia rappresenta un modello: ''Sara' avviata - annuncia Giorda - una collaborazione tra il nostro ministero della salute e alcuni Paesi del Golfo arabi i quali acquisiranno il nostro know-how per avviare un sistema di raccolta dati e monitoraggio della patologia, sul modello degli Annali della Amd''. La chiave per risolvere il problema dunque, concordano i diabetologi, sta oggi innanzitutto nella prevenzione: ''Cio' che fa schizzare in alto la spesa, non piu' sostenibile da qui a 10 anni dai vari sistemi sanitari nazionali - rileva il responsabile Diabetologia del Policlinico Gemelli di Roma Salvatore Caputo - sono infatti soprattutto le complicanze della malattia, conseguenza anche di scarsa prevenzione''. Sostenere i costi di questa nuova epidemia, dunque, risulta sempre piu' difficile. E l'Italia non fa eccezione. Ad oggi, sono circa 3,5 mln gli italiani affetti da diabete, con un costo per ogni paziente di circa 2.800 euro l'anno. Il diabete, ricordano gli specialisti, costa 1 mln di euro l'ora al nostro Servizio sanitario nazionale, per un valore annuale di circa 10 mld di euro.

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