La difesa di Groupon: non svendiamo la professione medica

Redazione DottNet | 06/12/2011 21:24

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Groupon Italia non ci sta a passare per un discount della medicina e, finito il periodo di silenzio legato alla quotazione in borsa, risponde alle accuse dell'Ordine dei Medici di Bologna che, alla fine di novembre, aveva richiamato i suoi iscritti ad abbandonare il sito di offerte online. Per Groupon, il suo sistema di coupon per la vendita di visite a prezzi stracciati non ''svende la professione'' ma apre nuovi mercati. E i codici deontologici che sarebbero stati violati sono in contrasto con le liberalizzazioni introdotte dal decreto Bersani in avanti.

 ''Noi non facciamo reclame - ha detto il Ceo di Groupon Italia, Boris Hageney, nel corso di una conferenza stampa convocata a Bologna - facciamo marketing. Il nostro scopo e' aprire nuovi mercati ed educare piu' persone possibile a servizi di cui non sono nemmeno a conoscenza''. Quanto all'accusa di promuovere prestazioni che poi si rivelano scadenti, Hageney ha precisato che la ''credibilita' del nostro marchio passa per la qualita'. E su un livello costante, riconoscibile in ognuno dei 45 paesi in cui siamo presenti. Inoltre, anche per i nostri partner, non avrebbe senso fornire prestazioni scadenti: lo scopo e' far tornare i clienti. Noi abbiamo iniziato a promuovere prestazioni sanitarie lo scorso anno con i dentisti. Poi ci siamo allargati fino ad arrivare alle diagnostiche come ecodopler e tac. Tutte fatte, pero', dopo una visita preliminare di idoneita'''. Quanto, infine, alla pubblicita', il consulente legale dell'azienda, Roberto Panetta, ha spiegato che se e' vero che il codice deontologico contiene delle restrizioni, ma queste sono state superate dalle liberalizzazioni introdotte, in particolare, dal decreto Bersani e dalla seconda manovra estiva: ''E' stato sancito che la pubblicita' nelle libere professioni e' libera e puo' essere fatta con ogni mezzo. Gli ordini devono adeguarsi. E abbiamo presentato un ricorso all'Antitrust contro i limiti degli ordini alla concorrenza''.Prima di entrare nel mondo Groupon, l'azienda verifica l'attendibilita' professionale del medico, compresa la sua iscrizione all'albo, la qualita' della struttura e il piano tariffario standard su cui costruire lo sconto. ''Non c'e' nessuna interferenza con il sistema sanitario nazionale - ha precisato l'ad - noi lavoriamo solo con medici e dentisti privati''. Se Hageney non ha fornito numeri sulle prestazioni offerte da Groupon ne' sui casi di clienti insoddisfatti, a raccontare l'esperienza di come il sito ha cambiato gli affari dei partner ci ha pensato la dottoressa Maria Spagnuolo, titolare di un centro di medicina estetica: ''Fino a due anni fa - ha detto - non potevamo neanche esporre una targa. Non riuscivamo a raggiungere i pazienti che erano interessati. Dopo l'ingresso in Groupon i clienti sono aumentati. Non tutti tornano dopo aver sfruttato la promozione ma comunque siamo arrivati ad aprire un secondo centro grazie alle promozioni'. L'ad ha spiegato che ''a differenza di quello che succede in altri paesi, in Italia non ci sono stati contatti con gli Ordini. Non c'e' stata nessuna collaborazione e me ne dispiace. Inoltre dal feedback che abbiamo ricevuto dai nostri partner, chi li ha convocati non ha neanche molto chiaro come funzioni Groupon. E i medici convocati sono spesso giovani iscritti'' lasciando intendere una sorta di corporativismo da parte degli Ordini.