-3,7% la spesa farmaceutica a carico del SSN, +32,8% per i farmaci erogati dalle strutture pubbliche, il 55% delle prescrizioni sono farmaci generici. Ecco i dati preliminari del rapporto Osmed 2011

Adelaide Terracciano | 13/12/2011 14:24

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Nei primi nove mesi del 2011 la spesa per i farmaci di classe A, quelli totalmente a carico del Servizio sanitario nazionale, e' scesa del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lo affermano i dati preliminari del rapporto Osmed presentati all'Istituto superiore di sanita' (Iss).
Secondo il rapporto la diminuzione della spesa non e' legata pero' ad un andamento simile nei consumi: ogni mille abitanti sono state prescritte 965,4 dosi rispetto alle 954,2 dell'anno precedente. E' stata riscontrata una maggiore incidenza dei ticket, in aumento del 36,5%, mentre la spesa privata per farmaci per automedicazione, per farmaci di fascia C, per farmaci di fascia A acquistati privatamente e' aumentata del 5,3%. Dal punto di vista del tipo di farmaci consumati quelli per l'appartato cardio-vascolare rappresentano la principale categoria sia in termini di dosi (47% del totale) che di spesa procapite (36% del totale) seguiti dal quelli dell'apparato gastro-intestinale, che sono anche la categoria che ha fatto registrare l'aumento piu' elevato nella prescrizione rispetto al 2010 (+3,2%). ''I consumi continuano ad aumentare - ha affermato Anna Maria Marata, del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria - e questo indica che non c'e' una maggiore appropriatezza nell'uso dei farmaci''.

Volano, invece, le prescrizioni dei farmaci erogati dalle strutture pubbliche, che nei primi nove mesi del 2011 sono aumentate del 32,8%. Le cifre parlano di un aumento della spesa per gli ospedali dell'8,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso: "Questi numeri sono dovuti a due fattori - ha spiegato Anna Maria Marata del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria (Ceveas) - da una parte c'e' un costo maggiore di alcuni farmaci, soprattutto degli antitumorali, e dall'altra molte Asl preferiscono sfruttare la distribuzione diretta attraverso gli ospedali, che riescono ad ottenere uno sconto maggiore. In questo secondo caso il budget del singolo ospedale 'soffre' ma si ha un risparmio complessivo: non a caso l'aumento riguarda soprattutto le Regioni sottoposte a piani di rientro, che prima non adottavano questa forma di distribuzione". L'analisi e' confermata anche dai dati sulle categorie terapeutiche a maggior spesa: al primo posto ci sono antineoplastici e immunomodulatori seguiti dagli antimicrobici, due categorie che rappresentano il 56% della spesa erogata dalle strutture pubbliche. Il rapporto segnala anche un aumento dell'uso dei farmaci equivalenti, arrivati al 32% della spesa e al 55% delle prescrizioni, grazie anche alla scadenza quest'anno di diversi brevetti.