Medici di medicina generale: i numeri diffusi dal ministero e il loro mondo, tra associazionismo e futuro pensionistico. La protesta della Fimmg sulla previdenza

Medicina Generale | Silvio Campione | 14/12/2011 17:50

Uno spaccato sull’Italia delle cure, quello del rapporto sanità del ministero della Salute (clicca qui per scaricare il report completo) che studia a fondo il settore della medicina generale. A cominciare dalla continuità delle cure che resta uno dei principali obiettivi del SSN. Essa è intesa sia come continuità tra i diversi professionisti integrati in un quadro unitario (lavoro in team, elaborazione e implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici condivisi ecc.), sia come continuità tra i diversi livelli di assistenza soprattutto nel delicato confine tra ospedale e territorio.

Nella gestione integrata della cronicità il MMG è il principale referente e corresponsabile della presa in carico e del percorso diagnosticoterapeutico più appropriato per il paziente stesso anche nella previsione di un’organizzazione territoriale che contempli la possibilità di disporre di posti letto territoriali e/o servizi residenziali all’interno di apposite strutture di cure intermedie, nonché dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

 Ma nel rapporto si parla anche di associazionismo che appare in crescita.  Nell’anno 2009 le cure primarie sono state garantite, sul territorio nazionale, da 46.051 MMG, dei quali 30.139, pari al 65,5%, hanno prestato la propria attività in forma associativa con un incremento del 7,1% rispetto al 2007. La media del numero di assistiti per medico nel 2009 è risultata essere di 1.133. 

Per quanto riguarda l’informatica, gli  MMG che hanno fatto ricorso ai mezzi informatici nello svolgimento della propria attività risulta essere 35.917, pari al 78% del totale. I PLS che nel 2009 nel nostro Paese hanno svolto la propria attività assistenziale sono in totale 7.683, con un numero medio di assistiti per medico di 857. Il 59% dei PLS ha erogato la propria attività assistenziale in forma associativa con un incremento dell’11,4 rispetto ai dati precedenti e il 68,5% ha fatto ricorso ai mezzi informatici nello svolgimento della propria attività. Il servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica) nell’anno 2009 ha visto impegnati 12.359 medici titolari, con una media di 21 medici per 100.000 abitanti, che hanno effettuato complessivamente 17.229 contatti per 100.000 abitanti. L’attività assistenziale è stata espletata conun totale di 19.680.879 ore.

Cresce del 10% l’assistenza domiciliare, garantita a 526.568 persone, con una media nazionale di 877 per 100.000 abitanti. L’84,0% di queste è rappresentato da anziani e il 9,4% da malati terminali. Confrontando questi dati con quelli del 2007 si nota un incremento di circa il 10% delle persone prese in carico.

 Per quanto attiene alla disponibilità di personale medico nei prossimi anni, occorre rappresentare alcune considerazioni. Per i medici di base, solo 5.800 dei 45.000 medici iscritti al fondo ENPAM per la Medicina Generale hanno un’età inferiore a 50 anni e, pertanto, la quasi totalità dei MMG (oltre l’87%) raggiungerà l’età pensionabile nei prossimi 15 anni.

Ed a proposito di Enpam, la Fimmg esprime preoccupazione per le decisioni del Governo riguardo agli enti  previdenziali privatizzati che, se confermate, pur non comportando nessun beneficio per le casse dello stato, comporteranno effetti negativi e penalizzanti su tutti  e quindi anche sull’Enpam. “La categoria dei medici di medicina generale convenzionati col Ssn, già esposta a importanti sacrifici dovuti al blocco degli accordi collettivi nazionali, vede messo in discussione un trattamento pensionistico fondato esclusivamente sulla contribuzione degli iscritti, senza alcun aggravio per le casse dello Stato”, dicono alla Fimmg: “Nell’eventualità della  conferma di quanto proposto dal governo la categoria vedrà  vanificati  i sacrifici fatti  per  una previdenza responsabile – aggiungono i vertici del sindacato -. I medici di medicina generale, insieme ai colleghi contribuenti  Enpam, hanno costruito negli anni un ente previdenziale sano e capace di garantire con le modifiche dei regolamenti in via di definizione, un equilibrio più che trentennale,  sufficiente ad erogare  alle generazioni attuali e future un trattamento pensionistico dignitoso fondato su un patto generazionale di contributi, esclusivamente personali, accantonati”. Per la Fimmg, i medici di medicina generale non intendono assolutamente sottrarsi al dovere di una solidarietà nazionale in un momento così difficile per l’Italia e ritengono di adempiere a tale dovere,  in particolar modo per quanto riguarda le pensioni, contribuendo sia  con la tassazione individuale sia con la tassazione del patrimonio del loro ente previdenziale ad alimentare attraverso la fiscalità generale l’erogazione delle pensioni delle casse previdenziali pubbliche. “Qualora le ragioni dei medici contribuenti  Enpam, pur sostenute da fondati pareri tecnici, fossero ignorate in funzione di un disegno dello Stato che legittimerebbe il sospetto dell’ accaparramento, la Fimmg si farà promotrice, coordinandosi con tutti gli altri soggetti interessati anche al di fuori del mondo medico, sia  di forti  azioni sindacali sia dell’ utilizzo di tutti i mezzi possibili in sede legale nazionale ed europea, sia di una capillare promozione ed oculata destinazione del consenso sull’argomento”, concludono i rappresentanti della sigla.

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