Federanziani, aumentano gli sprechi in sanità e crescono le visite specialistiche

Redazione DottNet | 14/12/2011 18:17

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Sul fronte sanitario si potrebbero ridurre gli sprechi di oltre 1 miliardo di euro solo intervenendo, a livello regionale, sui costi della lavanderia, della pulizia, della mensa, delle utenze telefoniche e dei premi assicurativi. E' quanto si legge nel rapporto nel volume "Sanita' in cifre 2010", elaborato dal centro Studi di Federanziani, in collaborazione con il CEIS dell'Universita' di Tor Vergata e con la Facolta' di Economia dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore e presentato questa mattina in Senato.

Sul fronte dei conti economici regionali, infatti, il centro studi di FederAnziani, ha analizzato i bilanci delle Asl, delle aziende ospedaliere e degli istituti di ricerca, arrivando alla conclusione che queste 5 voci di spesa prese in esame costano agli italiani 3,68 miliardi di euro, dei quali ne vengono "sprecati" oltre 1,1 miliardi di euro (quasi il 30%). "Occorre essere piu' incisivi nella guerra agli sprechi adottando misure semplici e razionali, migliorando la comunicazione tra Asl e Asl, e ponendo rimedio a una serie di storture che il Compendio Sic Sanita' in cifre mette in evidenza" ha spiegato Roberto Messina, presidente di FederAnziani. In Italia crescono il numero delle prestazioni specialistiche, che toccano quota 1 miliardo 335 milioni, ed "esplode" il numero delle ricette, che nel 2010 sono arrivate a 571 milioni, 220 milioni di prescrizioni in piu' nel giro degli ultimi 10 anni. Secondo l'indagine,  se da un lato si riducono le giornate di degenza quello che emerge e' un aumento vertiginoso delle prestazioni specialistiche, considerato che nel 2008 ne sono state infatti effettuate 1 miliardo 335 milioni di prestazioni, con un incremento rispetto al 2006 di ben 48 milioni di prestazioni. In sintesi, e' come se ogni cittadino effettuasse una media di 22,24 prestazioni l'anno. Per quanto riguarda le ricette, invece, il centro studi ipotizza che il costo che lo Stato sostiene per stampa, acquisizione e archiviazione di questi 571 milioni di ricette ammonti a oltre mezzo miliardo di euro.Dall'indagine viene fuori, inoltre, che nell'ultimo anno sul versante ticket i cittadini hanno speso oltre 130 milioni di euro, passando da un ticket medio pro capite di 14,34 euro nel 2009 ai 16,56 euro nel 2010, con aumento dunque di circa il 15% in un solo anno.