Pensioni, l’Anaao dice no allo scalone di sei anni

Redazione DottNet | 16/12/2011 08:39

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L'Anaao Assomed, associazione dei medici dirigenti, definisce sconcertante la riforma delle pensioni varata del governo Monti perche', "unica in Europa senza gradualità, crea un inaccettabile 'scalone' costringendo molti soggetti, soprattutto quei giovani che pure si sostiene di volere difendere, a sei anni di lavoro in più a titolo semigratuito". "L'estremismo dimostrato dal Governo in questa materia, e solo in questa materia, con l'abolizione brutale delle pensioni di anzianità - afferma l'associazione - apre una questione sociale e richiede correttivi immediati".

L'Anaao Assomed sottolinea gli effetti devastanti nel settore della sanità pubblica di un mero innalzamento della asticella della età di quiescenza e del mancato turnover, sulla sicurezza delle cure e sull'occupazione dei giovani e fa una serie di richieste al governo. Innanzitutto ripristinare perlomeno quota 100 (somma di eta' anagrafica e contributiva) per le pensioni di anzianità; in secondo luogo "consentire il pensionamento anticipato a coloro che optano per il sistema contributivo in analogia con quanto previsto per le donne (57 anni e 35 di contributi fino al 31.12.2015 per chi opta per il sistema contributivo puro) in presenza di contribuzioni superiori a 3 volte il montante minimo". Garantire una rivalutazione annua dei contributi versati almeno pari al tasso di inflazione o al rendimento dei titoli di stato di durata ventennale e' la terza richiesta, seguita dall'eliminazione delle discriminazioni tra dipendenti pubblici e privati, in materia di uscita anticipata (non concessa ai dipendenti pubblici) e pensionamento delle donne. L'ultima richiesta e' consentire ai giovani la totale ricongiunzione di tutti i contributi versati in tutte le gestioni pubbliche e private, "senza speculare sul precariato che costringe i giovani a contribuire in diversi istituti e casse previdenziali".