Ogni mese viene sprecato un terzo dei farmaci acquistati

Redazione DottNet | 16/12/2011 21:08

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"Nonostante finora nel nostro paese la vendita dei farmaci abbia avuto meccanismi piu' rigidi rispetto al resto d'Europa gli italiani hanno sempre manifestato una passione spesso eccessiva nei confronti delle medicine, che potrebbe essere aumentato dal passaggio di alcuni principi attivi alla vendita senza ricetta. Una fotografia del rapporto viene dai numeri: ogni mese piu' di 150 mila confezioni vengono acquistate, e il 20% e' destinato alla pattumiera.

"Il rischio teorico che l'allargamento della platea dei farmaci acquistabili senza ricetta porti a un maggior acquisto c'e' - spiega Anna Maria Marata, del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria (ceveas) e uno dei curatori del rapporto Osmed sul consumo dei farmaci - molto dipendera' da quali saranno i principi attivi oggetto della liberalizzazione. Bisogna anche tenere conto del fatto che con la crisi le famiglie stanno molto attente al proprio budget, quindi se i prezzi saranno molto piu' bassi la possibilita' di un aumento dell'uso inappropriato potrebbe crescere. Si prendano ad esempio gli inibitori di pompa protonica - prosegue l'esperta - gia' ora vengono usati impropriamente per episodi di acidita' di stomaco, quando invece andrebbero presi per problemi piu' gravi. Se si trovassero al supermercato magari a prezzi bassi l'uso gia' sbagliato aumenterebbe. Lo stesso di scorso si puo' fare per i farmaci antidolore, che spesso gia' ora sono venduti senza ricetta anche se ne avrebbero bisogno". I dati dei primi nove mesi dell'anno raccolti dal rapporto Osmed parlano di quasi 1,4 milioni di confezioni di farmaci vendute, con un aumento rispetto allo stesso periodo del 2010 dell'1,8%. All'interno di questa cifra, che riguarda tutti i tipi di medicine, le vendite di farmaci per automedicazione, cioe' che non hanno bisogno di ricetta, sono cresciute molto di piu', del 3,7%. Questo nonostante diverse ricerche, da quella pubblicata da Federanziani a quella dell'Osservatorio farmaci e salute del Movimento Consumatori indichino tra il 10% e il 30% la porzione di compresse, spray e sciroppi che in media finisce nei rifiuti. "Il problema e' di solito si usano un paio di compresse e poi si lascia il farmaco nell'armadietto - conferma Marata - solo che questi principi attivi poi scadono. Un acquisto maggiore porterebbe quindi anche a un maggiore spreco". Che l'allargamento della vendita non sia comunque sinonimo di inappropriatezza lo dimostrano i dati del resto d'Europa, dove gia' molti farmaci che da noi sono ora vendibili solo con la ricetta non hanno limitazioni. In valore assoluto l'Italia e' al terzo posto per spesa farmaceutica, dietro Francia e Germania, ma per alcune classi come appunto gli inibitori di pompa o gli antibiotici siamo al primo posto per consumo. Il nostro farmaco piu' venduto, l'atorvastatina, e' al vertice della classifica anche in Inghilterra e in Spagna, e al secondo posto in Francia, ma in Germania e' al numero 101. Il paracetamolo va per la maggiore da noi, dove e' sesto, mentre in Francia e' primo e in Germania e' al numero 43: "E' molto difficile confrontare i sistemi europei, che tra loro sono diversi - sottolinea l'esperta - quello che si puo' dire per il nostro pero' e' che il farmacista rimane un punto cardine: loro hanno le capacita' professionali per consigliare il paziente e per evitare gli usi inappropriati".