Sanità elettronica, bilancio di fine anno: “il percorso continua”. Ma lo Snami lancia un suo progetto per tutelare i medici

Silvio Campione | 21/12/2011 09:04

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La caduta del Governo Berlusconi ha oscurato una serie di provvedimenti che avevano in passato turbato il mondo della sanità. Invece il processo d’innovazione telematica, il programma più ambizioso dell’Esecutivo, continua anche se in questo momento a fare da primo attore è l’argomento pensioni. Tornando alla sanità elettronica occorre partire da un dato: al momento il ricorso alle cartelle cliniche elettroniche resta basso per svariati motivi, tra cui il numero d’inconvenienti tecnici, ancora elevato, che devono quindi essere ridotti al minimo e, in caso, tempestivamente risolti.

 C’è anche da dire che molti  medici e infermieri non hanno grande familiarità  con il computer e con l' inglese, e ciò rappresenta  un ulteriore ostacolo che tuttavia sarà in parte risolto con l’ingresso delle nuove generazioni e con i corsi d' informatica medica. A rendere la vita ancora più difficile ci pensa la mancata integrazione tra i diversi sistemi a disposizione, come ad esempio la cartella sanitaria del medico di base, che deve interfacciarsi  con quella dell' ospedale e quindi con il documento  sanitario istituzionale nelle regioni che lo hanno introdotto. Tutte piattaforme che non dialogano tra loro, e che, tra l’altro, escludono le  strutture private accreditate con il Servizio sanitario che non sono obbligate a riversare i risultati nel dossier sanitario. Col risultato che le informazioni rischiano di essere  incomplete con danni ai pazienti e alle loro cure.  Insomma tante le criticità, a cui va aggiunto anche il trattamento dei dati sensibili, ma la strada è tracciata anche se il cammino appare ancora in salita: la ricetta sarà elettronica, con la prescrizione di farmaci identificata da un codice sulla tessera sanitaria letto dal farmacista sul computer (una volta a regime questo sistema, secondo il ministero, farà risparmiare circa 2 miliardi di euro l' anno) e tutti i certificati di malattia viaggeranno per via telematica (già succede per i dipendenti pubblici, da pochi mesi anche per quelli delle aziende private): il medico compila e invia tramite computer il certificato all' Inps, che lo trasmette, sempre per via telematica, al datore di lavoro. Secondo uno studio presentato al Forum della Pubblica Amministrazione di Roma, la sanità italiana è ancora indietro, rispetto agli altri Paesi comunitari, per collegamenti a banda larga ad alta velocità, prescrizioni online e cartelle cliniche elettroniche, ma risulta allineata, se non sopra gli altri, nel monitoraggio a distanza dei malati e nell' uso dei PACS, il sistema digitale di archiviazione e trasmissione di immagini diagnostiche  (gli esami vanno sui CD) attivo in più della metà degli ospedali italiani col solito divario tra Nord e Sud.

La posizione dello Snami

Angelo Testa, leader del Sindacato Autonomo, prende posizione dura contro “la nuova ricetta elettronica”: “Ci chiedono di continuare a stampare a spese nostre un foglio in A4 per ogni ricetta attraverso un percorso e modalità che da subito diciamo essere fortemente penalizzanti per i Medici – tuona Testa - soprattutto nell'aumento della burocrazia,  file di attesa negli ambulatori per i pazienti  per i sistemi che si imballano e  conseguente  rallentamento dell'attività clinica, cioè l'essenza vera di quello che dovrebbe essere il nostro lavoro intellettuale. La sintesi delle innumerevoli criticità è un'immagine delle sabbie mobili dove impantanarsi”. “Tutta l'Italia Snami è al lavoro per studiare il problema e proporre soluzioni  - incalza Domenico Salvago  che coordina il progetto ed è al lavoro con  una task force operativa -. Sono evidenti  i sottodimensionamenti   delle reti informatiche  regionali se non addirittura  l'assenza. E' come se centinaia di vetture  volessero entrare tutte insieme in un viottolo di campagna con il conseguente imbuto e successivo nodo scorsoio”. “Snami  - continua Gianfranco Breccia dell'Esecutivo Nazionale  - vuol far risparmiare allo Stato miliardi di euro delle costosissime ricette rosa ed è favorevole alle nuove tecnologie ed alla dematerializzazione del cartaceo   ma non vuol  non vuol far fare lunghe attese ai malati e si batte perchè i Medici possano tornare  a fare i Medici e non i burocrati-scribacchini”. Il Presidente Nazionale Angelo Testa aggiunge: “stiamo studiando un nostro  progetto tecnico di semplificazione del sistema che abbrevia, anche rispetto alla situazione attuale, i tempi di ricettazione con il fine  che le  novità  dovranno esser semplici, non onerose per i Medici di Medicina Generale, sperimentate seriamente e soprattutto si dovrà partire quando tutti gli operatori della sanità saranno pronti, ospedalieri e medici ambulatoriali compresi. Tra le altre una soluzione potrebbe essere la card con il chip un cui memorizzare prescrizioni e tutte le informazioni sanitarie del paziente”. “Il Sindacato Autonomo chiama dunque a raccolta, idealmente sotto la stessa bandiera, i Medici per reagire a questa ennesimo balzello di stato e si pone in prima  fila della  protesta e delle azioni sindacali,  anche dure, se si non si vorrà arrivare alla soluzione del problema”, concludono i vertici dello Snami.