Intramoenia allargata, proroga fino alla fine del 2012. Ma è polemica

Redazione DottNet | 23/12/2011 21:25

Proroga di un anno (fino al 31 dicembre 2012) della possibilita' per i medici di svolgere la libera professione intramuraria al di fuori delle strutture pubbliche. Lo prevede il decreto Milleproroghe esaminato oggi dal Consiglio dei ministri, che sposta anche al 2014 il termine per le Regioni per completare il programma di realizzazione di strutture sanitarie 'ad hoc' per l'attivita' libero professionale intramurariale.

La libera professione intramuraria e' regolata dalla legge 120 del 2007, che dava tempo alle Regioni di adeguare le strutture pubbliche e rendere disponibili i locali destinati all'intramoenia entro il 31 dicembre 2012. In attesa dell'adeguata ristrutturazione di Asl e ospedali, si prevedeva la possibilita' per i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale che optavano anche per la libera professione di esercitarla fuori dalle strutture pubbliche (fino al 31 gennaio 2011, termine gia' prorogato una volta al 31 dicembre) laddove non fossero ancora state adottate le misure per garantire l'esercizio dell'attivita' intramuraria.  La proroga al 2014 per la realizzazione di strutture edilizie ad hoc, come spiega la relazione che accompagna il provvedimento, si e' resa necessaria perche' gli effetti della manovra del 2010 ''non hanno consentito al momento l'adozione dei provvedimenti di ammissione a finanziamento degli interventi richiesti dalle singole Regioni''. Inoltre per effetto della successiva manovra di luglio 2011, si legge ancora nella relazione, ''non si ha ancora certezza delle disponibilita' finanziarie da destinare al finanziamento del programma in questione, si ritiene, pertanto, necessario prorogare ulteriormente il termine già fissato per il collaudo per le opere e per le attrezzature, al fine di perseguire in concreto gli obiettivi'' dei programmi di realizzazione di strutture per l'attivita' libero-professionale intramuraria.Dopo la nuova proroga che era di fatto necessaria, per l'attivita' libero-professionale, l'Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, chiede ''al Ministro della salute, Renato Balduzzi, e al nuovo Governo un impegno serio e risolutivo, in tempi congrui per abbandonare il sistema delle proroghe ad oltranza e garantire alla dirigenza sanitaria una volta per sempre l'esercizio della libera professione intramoenia quale attivita' ordinaria delle Aziende sanitarie, sulla base dell'accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2010''. Ancora una volta - commenta il Segretario Nazionale dell'Associazione, Costantino Troise - siamo stati costretti a sollecitare il rinvio dei termini dal momento che nella maggioranza delle Regioni italiane, l'intramoenia allargata rappresenta una modalita' organizzativa messa in campo a fronte dell'inesistenza delle condizioni previste dalla legge per tutelare il diritto dei medici all'esercizio della libera professione e quello dei pazienti alla scelta di uno specialista di fiducia''.  ''Non e' credibile una proroga non accompagnata da un piano attuativo cogente che ponga fine all'intramoenia allargata''. Lo afferma Massimo Cozza, della Cgil Medici, a proposito della proroga approvata oggi dal Consiglio dei ministri nel decreto Milleproroghe, sottolineando che ''i tre anni concessi alle Regioni'' per terminare l'adeguamento delle strutture, ''sembrano in aperta contraddizione con la reale volonta' di risolvere una volta per tutte la questione''. ''Per noi - aggiunge - e' indispensabile una libera professione intramuraria trasparente in particolare rispetto alle liste di attesa'', attivita' che deve essere svolta ''in una casa di vetro gestita direttamente dalle aziende pubbliche senza costringere medici e cittadini a recarsi nelle strutture private con tutti i rischi e disagi che questo comporta''.  Per la Cgil Medici si deve ''aprire subito un tavolo di confronto tra governo, Regioni e sindacati per l'effettiva applicazione su tutto il territorio nazionale della legge bipartisan del 2007'' che norma la libera professione intramoenia, condivisa dalle Regioni e che lo stesso ministro Balduzzi dovrebbe approvare, essendo stato uno degli attori delle norme originarie della riforma Bindi di dodici anni fa, ancora non del tutto attuata''.
 

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