La massa gravitazionale-inertiale nell'organizzazione biologica strutturale

Enrico Venga | 18/01/2012 09:33

L’inerzia viene intesa come la resistenza al moto dei corpi. Alcuni studiosi ritengono che questa reazione sia una proprietà interna alla  e della materia. Il Principio di Ernst Mach sostiene che la massa e l’inerzia dei corpi che vediamo intorno a noi dovrebbero essere una conseguenza dell’effetto collettivo dei campi gravitazionali di tutte le masse dell’universo.

Nella fisica della particelle viene ipotizzato un campo scalare che pervade l’intero universo, la cui funzione è quella di assegnare la massa alle particelle elementari. Questa concettualità si avvale del campo di Higgs. Ovvero, l’accoppiamento di questo campo con la particella non massiva determina un incremento dell’energia potenziale. Tali modo la massa di una particella dipende dalla capacità che essa possiede nell’assorbire l’energia e dall’intensità del campo di Higgs nello spazio; campo, peraltro, non ancora del tutto ben sperimentato.

Max Jammer, a tal proposito, sottolinea che la massa non è generata dalle particelle come se fosse una creazione, ma è semplicemente trasferita alle particelle del campo di Higgs che la contiene sotto forma di energia. Tuttavia,per i fisici, resta il quesito della resistenza della massa inertiale all’accelerazione.

Haisch, Rueda e Puthoff (1994) elaborarono una nuova concettualità basata sul campo elettromagnetico del vuoto. Essi proposero che la proprietà inertiale della materia potesse essere originata  dall’interazione tra il campo elettromagnetico, i componenti fondamentali della materia ed il vuoto quantistico e, quindi, ritengono che l’inerzia sia qualcosa di indotto quando essa è soggetta ad un moto accelerato rispetto ad un sistema di riferimento cosmico. In tal senso trova significato  il vuoto quantico o campo di punto zero: ovvero l’energia di punto zero o  energia del vuoto.

Sotto questo aspetto noi ci troviamo a dover riconsiderare la massa-struttura di un aggregato biologico sia come massa gravitazionale sia come massa inertiale in un campo elettromagnetico

Bisogna tener presente che le due masse-strutture non possono essere scisse poiché esistono su un unico sistema di riferimento inteso sia dal punto di vista topico che globale – differenziazione -. Allora, a tal uopo, bisogna considerare che la massa si diversifica soltanto sotto l’aspetto della organizzazione strutturale. In tal senso abbiamo la materia o le diverse materie che vengono sottoposte, comunque alla forza-energia gravitazionale e la stessa inerzia  è  sottoposta non soltanto a questa forza, ma può anch’essa essere considerata come forza-resistenza sia nello stato di moto sia nello stato di apparente quiete in un campo elettromagnetico che comunque interagisce.

Sotto questo aspetto, la struttura, anche se obiettivamente simile, si diversifica soggettivamente nell’aggregazione atomica-molecolare; aggregazione che si caratterizzerà per la subiettività e della reazione interna-esterna e del campo interazionale da cui proviene e si è formata.

Naturalmente, la formazione atomica-molecolare non si chiederà mai se formerà o meno un aggregato ben definito, poiché questo è soltanto un concetto antropomorfico rappresentativo e non certamente analitico.

Quindi, l’organizzazione biologica strutturale è composta sia dalla resistenza gravitazionale sia dalla constitutio sia dal campo in cui si forma.

 Il moto – ovvero la Funzione -, in tal senso, deve essere compatibile con le forze-energie , che, alla fin fine, è una sola, scomposta in più forze a seconda della rappresentazione.

Ovvero, gli “elementi” non hanno e né possono aver e né hanno bisogno di avere capacità discriminativa per rappresentarsi.

La stessa cellula – aggregazione atomica-molecolare - è sottoposta a queste forme di forza-energia e la propria Funzione non può essere avulsa dall’ambiente in cui opera.

Sotto questo aspetto, noi viviamo a livello della struttura biologica-energetica il concetto sia di massa inertiale sia di massa gravitazionale. L’una non può prescindere dall’altra. E il moto e, quindi, la Funzione, è già insito nella struttura della massa: a seconda della massa si ha quella determinata Funzione che si esplica, comunque, in un campo elettromagnetico.

La trasformazione o la transmutazione o la transdifferenziazione della Energia-Materia, comunque avvenga, con la conseguente rappresentazione della Funzione o della  Disfunzione che dir si voglia, ha lo stesso significato ed imprinting delle condizioni originarie-strutturali in un continuum interazionale; nella ricerca, l’ “origine” non ha né senso né significato poiché ci si può riferire soltanto all’ “origine” di se stessi e non di qualcos’altro, non avendo la Materia-Energia che la propria referenza strutturale compatibile con i vari “stadi”, evidenziabili soltanto dall’osservatore.

Sotto questo aspetto bisogna anche considerare che la dicotomia Energia-Materia è soltanto rappresentativa,non potrebbe essere altrimenti per l’Uomo per le proprie possibilità cognitive, poiché l’Una è l’Altra e l’Altra è l’Una.

La biologia-medica, ai fini della ricerca, va rivisitata al fine di poter meglio sperimentare ed analizzare la metodologia sintomatologica-strutturale.

Venga  Enrico

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