Liberalizzazioni, il Governo non farà marcia indietro sulle farmacie. Racca: no alle lobby industriali

Redazione DottNet | 10/01/2012 10:18

Nessuna marcia indietro sulle liberalizzazioni, incluso il settore delle farmacie. La linea del governo Monti e' ribadita dal ministro della Salute Renato Balduzzi che, dalle pagine del quotidiano Avvenire, si dice in favore di una maggiore concorrenza e apertura del mercato per le farmacie. Una linea 'sposata', ma con dei distinguo, da Federfarma, l'associazione che rappresenta le 18mila farmacie private italiane: si' alla concorrenza ma, afferma la presidente Annarosa Racca, mai le farmacie ''in mano alle lobby industriali o alle multinazionali''.

 La questione 'scottante' delle liberalizzazioni continua dunque ad accendere il confronto. Il punto, pero', e' intendersi sul come procedere nel settore delle farmacie. Balduzzi dice chiaramente che' e' necessario ''aprire il sistema'' e abbassare il quorum fissato per l'apertura di nuove farmacie, in modo da permettere a ''nuovi professionisti di inserirsi nel mercato''. Insomma, la parola d'ordine e' 'piu' concorrenza' e cosi', sottolinea il ministro, ''i prezzi delle medicine scenderanno''. Una linea che 'incassa' un primo 'si'' da Federfarma, che pero' pone un paletto preciso: ''Siamo d'accordo con un servizio più capillare sul territorio e con la presenza delle farmacie nei centri commerciali, ma no - afferma Racca - ad una liberalizzazione che porti a farmacie di proprietà delle grandi lobby industriali e delle multinazionali''. Si' alla liberalizzazione del settore, concorda il presidente del Forum nazionale delle Parafarmacie Giuseppe Scioscia, ma anche in relazione alla vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie: "La posizione del ministro - sottolinea - ci pare ambigua: Balduzzi parla infatti di una apertura del mercato in relazione al numero delle farmacie, che andrebbe aumentato, ma non accenna alla liberalizzazione per la vendita dei farmaci di fascia C fuori dalle farmacie. Su questo punto ci attendiamo, ovviamente, una maggiore chiarezza". E proprio 'l'uscita' dalle farmacie dei medicinali di fascia C continua ad accendere le polemiche. Per il farmacologo Silvio Garattini, ad esempio e' ''offensivo differenziare tra i tipi di farmaci vendibili fuori e dentro la farmacia'' dal momento che il farmacista e' presente comunque anche nelle parafarmacie. Per la stesa ragione, i parafarmacisti contestano la lista che l'Agenzia del farmaco (Aifa) dovra' stilare dei farmaci di fascia C senza ricetta medica che potranno andare fuori dalle farmacie. A questo proposito, Luciano Caprino, professore emerito di Farmacologia, chiarisce che l'Aifa "sta esaminando i farmaci che non sono pericolosi e dunque vendibili senza ricetta". Ad ogni modo, per aumentare la produttività, e' la 'ricetta' suggerita dall'esperto, ''quello che serve è aumentare il numero delle farmacie per concorso, più che altre misure".

Liberalizzazioni, la situazione negli altri Paesi

In Italia, secondo dati recenti, sono 17.215 le farmacie sul territorio, una ogni 3.341 abitanti. In Francia sono 22.590, una ogni 2.849 abitanti, ed in Spagna se ne contano 21.057, pari ad una ogni 2.176 cittadini.  La grande maggioranza delle farmacie italiane, circa 16.000, e' rappresentata da farmacie private (ottenute da concorso e poi diventate di proprieta' del farmacista), mentre circa 1.500 sono farmacie comunali. Nel nostro paese sono anche presenti 3.872 parafarmacie (circa 300 nei centri commerciali e 3.500 come negozi su strada; all'interno sono sempre presenti farmacisti). ''In molti paesi Ue - sottolinea il presidente del Forum nazionale delle parafarmacie, Giuseppe Scioscia - non esiste una differenziazione tra farmacie e parafarmacie. Le farmacie, come in Gran Bretagna e Germania, possono essere aperte da chiunque e senza limiti di quorum, ma operante all'interno deve sempre esserci un farmacista; successivamente e' possibile richiedere una convenzione con il ministero della sanita'. Si possono dunque avere farmacie convenzionate o private, ma tutte possono vendere tutti i farmaci. Non si pone dunque la differenziazione presente in Italia''. All'estero, vengono venduti fuori dalle farmacie essenzialmente i farmaci OTC (dall'inglese 'over the counter') ovvero quelli che non necessitano di prescrizione medica e che il farmacista può tenere sul banco, esponendoli per la libera vendita. Gli Otc sono vendibili in Italia anche nelle parafarmacie. Ecco i prodotti 'fuori farmacia' all'estero:

- DANIMARCA: gli Otc sono venduti in circa 1400 esercizi commerciali, in prevalenza supermarket.

- OLANDA: gli Otc sono venduti in 4000 negozi specializzati (drogisterjien) da personale specializzato non farmacista.

- GERMANIA: Si possono vendere fuori dalle farmacie (in drugstore, supermarket e boutiques sanitarie) solo prodotti aventi proprieta' di prevenzione e non curative: vitamine, minerali, disinfettanti esterni e del cavo orale.

- IRLANDA: gli Otc sono in vendita presso alimentari, distributori di benzina, negozi di alimenti salutistici. Sono: paracetamolo, antiacidi, lassativi, disinfettanti.

- GRAN BRETAGNA: gli Otc, venduti presso supermarket, drugstore e stazioni di servizio, sono: analgesici, prodotti sostitutivi della nicotina, antistaminici, lassativi, antiacidi, antiulcera, antidiarroici, disinfettanti ed antibiotici ad uso topico.

- PORTOGALLO: gli Otc sono vendibili in qualsiasi esercizio commerciale.

- FINLANDIA: e' stata approvata solo una mini-liberalizzazione che ha fatto uscire dalla farmacia i prodotti sostitutivi della nicotina. L'esclusiva sugli Otc e' invece rimasta alle farmacie.