Gb, l’eutanasia va legalizzata, ma seguendo le norme. Siete d’accordo?

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 08/01/2012 18:16

Basta con i 'pellegrinaggi della morte' nelle cliniche svizzere. Il suicidio assistito dei malati terminali dovrebbe essere permesso anche in Gran Bretagna seguendo pero' una rigida serie di norme. E' questa la conclusione di un rapporto redatto dalla Commission on Assisted Dying, una commissione messa insieme e finanziata da attivisti che vogliono una modifica della legge a riguardo. Presieduta da Lord Falconer - un avvocato ed ex ministro della Giustizia - e formata da 11 esperti tra cui medici, un ex capo della polizia e l'ex presidente del consiglio britannico dei medici, la commissione nell'ultimo anno ha sentito oltre 1.300 persone.

 Nel rapporto conclude che il suicidio assistito dovrebbe essere permesso nel caso il malato sia maggiorenne, in condizioni terminali e con meno di 12 mesi da vivere. La sua scelta deve inoltre essere volontaria e la sua mente lucida. Prima che il suo caso venga approvato, la persona dovrebbe essere visitata in maniera indipendente da due medici. Il rapporto sconsiglia tuttavia l'eutanasia vera e propria: a somministrarsi il farmaco dovrebbe essere infatti il malato stesso, non un'altra persona. L'esito del rapporto - secondo il quale la legge attuale e' ''inadeguata, incoerente e non dovrebbe continuare ad esistere'' - ha tuttvia attirato critiche sia da parte dei sostenitori del diritto alla vita, secondo i quali la commissione e' stata ''di parte'' che degli stessi attivisti per il suicidio assistito, secondo i quali le norme restrittive sono troppo severe. Le regole escluderebbero dal diritto al suicidio anche l'autore Terry Pratchett, uno dei principali finanziatori del rapporto il quale, essendo malato di Alzheimer, non avrebbe la lucidita' per decidere e non avrebbe necessariamente meno di 12 mesi da vivere. E nemmeno Debbie Purdy, celebre attivista per una modifica della legge, che pur essendo malata di sclerosi multipla sarebbe difficile provare che morira' tra meno di un anno. Diverse organizzazioni tra cui la British Medical Association (Bma) hanno tuttavia deciso di non contribuire al rapporto con le loro testimonianze. La spiegazione della Bma e' stata ''Sebbene vi sia un ampio spettro di opinioni riguardo al suicidio assistito all'interno della professione medica, la Bma ritiene che la maggioranza dei medici non la voglia legalizzare''. Ed il governo sembra per ora poco intenzionato ad affrontare la questione, preferendo lasciare i parlamentari liberi di scegliere, senza delineare una linea di partito. Un portavoce del ministero della Giustizia ha dichiarato: ''Il governo ritiene che qualsiasi modifica della legge in questa area dalle connotazioni fortemente emotive e contenziose sia una questione di coscienza individuale da affrontare in Parlamento anziche' con una linea del governo''.

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