Sanità in saldi: proliferano gli ambulatori con tariffe a basso costo. Welfare Italia di Intesa San Paolo ne aprirà 135 in tre anni

Silvio Campione | 09/01/2012 18:38

In Inghilterra il medico lo trovi anche nel supermercato: la catena Sainsbury’s, seguita a ruota dalla Morrisons, ha integrato i propri punti vendita con ambulatori di medicina generale a prezzi abbordabili. Oltre manica il low cost sanitario è stato sdoganato da tempo, e chissà se un giorno anche in Italia il medico dalla corsia dell’ospedale aprirà il suo ambulatorio in quella del supermercato. E’ una boutade, certo, ma la sanità a prezzi abbordabili sta diventando una necessità in un paese dove i ticket a volte superano il costo della visita privata.

E così poliambulatori specialistici hanno già aperto a Milano e Bologna, in concorrenza sia con il pubblico che con il privato. Spesso sono gestiti da giovani medici che si associano per risparmiare sui costi fissi. Welfare Italia, controllata da Intesa Sanpaolo, apre 28 centri in Italia dove sarà possibile sottoporsi a visite specialistiche a costi calmierati con l'obiettivo di arrivare a 135 entro il 2015. Le tariffe? Una visita oculistica costa sui 70 euro, un’ecografia pelvica 60, una visita ginecologica con pap test 90 euro. Con affari che vanno a gonfie vele: Il centro odontoiatrico appena aperto a Firenze ha già l’agenda piena fino alla fine di febbraio: i medici chiedono 70 euro per la pulizia dei denti, mentre per un’estrazione si parte dai 60. La sanità privata sociale diventa così  la nuova frontiera della salute italiana con controlli medici su appuntamento a prezzi sensibilmente inferiori alla media, tra i 40 e i 60 euro.

Medici low cost

Via libera, dunque, ai medici low cost per chi vuole una consulenza di esperti, ma non può permettersi le cifre che negli studi privati spesso non scendono sotto i 150 euro. Un trend in forte crescita che fattura già oltre dieci miliardi e le cui prospettive si consolidano a ritmi annui del 20-30 %.  La riduzione dei costi delle visite e di quelli per gli esami diagnostici – nell’ordine perfino del 60 % – combinato con l’azzeramento dei tempi di attesa sono i punti di forza della nuova offerta sanitaria. Secondo alcuni studi, entro il 2014, solo grazie ai “contributi” dei pazienti, il sistema sanitario dovrà ricavare il 40% dei risparmi necessari alla sostenibilità del sistema sanitario, così come congegnato. Una vera e propria mazzata che inevitabilmente si andrà a scaricare sulle spalle degli ammalati, in termini di maggiori esborsi e/o di minori servizi. La crisi ha senza dubbio  modificato il proprio comportamento in materia di spese sanitarie come  certifica lo studio effettuato dall’Istituto “Freni” Ricerche di Marketing, presentato significativamente durante la seconda edizione della “Festa del Medico di Famiglia”, svoltasi tra Toscana e Umbria. La contrazione su farmaci e visite specialistiche si attesta in Italia sull’ 11 %. Inoltre, una considerevole percentuale degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato a interventi chirurgici o di averli rinviati per difficoltà nel budget familiare.  Anche il Centro Studi di Economia Sanitaria, Ceis di Tor Vergata, è chiarissimo in proposito. Nel 2010, più di tre milioni di italiani hanno dovuto affrontare difficoltà economiche legate alle spese sanitarie, mentre due milioni e mezzo di persone – per lo più bambini ed anziani – hanno cancellato visite, analisi, appuntamenti dal dentista. Anche per curarsi, insomma, bisogna arrangiarsi, come lo si fa con il lavoro, l’abbigliamento, il trasporto e persino con il cibo. La strutturale riduzione dei costi che caratterizza la sanità sociale non influisce, però, automaticamente sulla qualità della prestazione medica. La sanità privata sociale, infatti, è spesso gestita da giovani “Doctor House” associati che rispettano precisi protocolli di qualità. Associandosi, si risparmia sulle spese di gestione e i costi finali vengono abbattuti. L’economia di scala permette la sanità abbordabile e Ippocrate è salvo.

La situazione in Italia

A Milano sono attivi due centri ginecologici in pieno centro. A Bergamo, invece, sono in funzione due ambulatori odontoiatrici, mentre a Firenze è possibile una consulenza ed una visita vascolare con ecodoppler. Nella maggior parte dei casi, la prenotazione avviene senza l’impegnativa del medico di base, segue la visita (la prima, a volte, può essere gratuita) o l’esame diagnostico di cui si ha bisogno. La prenotazione avviene tramite numero verde o online. Alla fine, nulla cambia, se non l’onorario che viene corrisposto al medico.  Fondamentale il ruolo che tali prestazioni mediche possono svolgere in settori non coperti dal Servizio sanitario Nazionale, come le cure mediche e la psicoterapia, ambiti dove oltre il 90 % degli italiani si rivolge al privato. Per nulla d’accordo con le visite low cost, appare il sindacato medici Anaao-Assomed che pone un problema di appropriatezza della prestazione medica e della qualità professionale. Un mercato ispirato alla deregulation, parallelo, meno costoso all’apparenza, ma che può produrre un gigantesco circuito di accertamenti e prestazioni non verificabili. Intanto, tra tagli, interminabili liste di attesa, ticket, i cittadini saranno sempre più obbligati a curarsi low cost. I privati low cost affilano le armi per vedersela con il loro competitor diretto: non le altre strutture private, ma il sistema sanitario pubblico che, in tempi di tagli e di ticket in aumento, sembra un colosso dai piedi d'argilla. Gli ambulatori di Medici per tutti, progetto del centro medico Ambrosiano, si occupa, come recita il volantino di visite mediche specialistiche con prezzi più contenuti del ticket del Servizio Sanitario Nazionale e con tempi di attesa più ridotti e servizi di eccellenza. Angiologia, cardiologia, ortopedia sono solo alcune delle specializzazioni che vengono proposte e proprio come accade per il ticket sanitario nazionale, il loro costo è proporzionale al reddito: per i nuclei familiari con un reddito lordo inferiore ai 45mila euro e per le persone con un reddito lordo annuo inferiore ai 23 mila il prezzo delle visite è di 26 euro.

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