Intramoenia, gli italiani hanno speso nel 2010 più di 1 miliardo. Le altre voci di spesa del Servizio sanitario nazionale

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 11/01/2012 09:43

Ammonta a 1,13 miliardi di euro la cifra spesa dagli italiani nel 2010 per pagare di tasca propria ricoveri, interventi chirurgici e visite specialistiche in regime di intramoenia (cioe' l'attivita' libero professionale dei medici pubblici). Di questi, 1,055 miliardi sono andati ai medici e 74,1 milioni a ospedali e asl. Lo calcola il Sole 24 ore Sanita' sulla base della Relazione generale sulla situazione economica del Paese nel 2010 del ministero dell'Economia.

La media nazionale della spesa per l'intramoenia e' stata di 18,64 euro pro-capite, i massimi di 33,2 euro in Toscana e di 32,5 in Emilia Romagna, e i minimi di 4,72 in Calabria e di 5 in Molise. Circa un milione in meno come spesa rispetto al 2009, con un incasso per il Ssn diminuito di 122 milioni rispetto al boom (1,19 miliardi) del 2007, e un aumento dei ricavi di 56 milioni per medici e personale, che oggi incassano il 94% dell'intera somma, contro l'87% del 2004. Stando ai dati del Governo l'intramoenia ha visto salire i suoi incassi da 931 milioni del 2004 a 1,19 miliardi del 2007, con una quota per il personale cresciuta da 815,6 a 999,6 milioni, mentre la parte spettante ad asl e ospedali e' salita da 115,6 a 196,7 milioni. I cittadini in quattro anni hanno pagato di tasca propria 4 euro in piu' a testa. Ma con l'applicazione della legge 120 del 2007, la curva ha cominciato a scendere e stabilizzarsi: 1,121 miliardi nel 2008, 1,131 nel 2009 e 1,129 nel 2010. Con la quota rimasta nelle casse del servizio pubblico precipitata dai 196 milioni del 2007 ai 59,4 del 2008, per risalire ancora a 66,3 milioni nel 2009 e a 74,1 nel 2010. Per il personale sanitario il guadagno dal 2008 (1,061 miliardi) al 2010 (1,055) e' rimasto invece stabile, ma con 56 milioni in piu' in tre anni e 240 milioni aggiuntivi dal 2004. Tra le Regioni a incassare di piu' ci sono Lombardia (218 milioni), Emilia Romagna (143,8) e Toscana (124,6), mentre il Molise realizza appena 1,63 milioni e la Basilicata 4,4.

L'Ssn

La spesa del Ssn nel 2010 ha raggiunto la cifra record di 111,168 miliardi di euro pari al 7,2% del Pil. Lo rileva la Relazione generale sulla situazione economica del Paese del ministero dell’Economia presentata al Parlamento a fine anno da Mario Monti in qualità di presidente del Consiglio e di ministro dell'Economia e delle Finanze.Rispetto al 2009 l’incremento però  è stato modesto (0,9%) a conferma di una tendenza alla stabilizzazione della spesa sanitaria che dovrebbe riguardare anche il 2011. Nel biennio precedente 2008/2009, infatti, la spesa era aumentata del 2,9% e prima (2007/2008) del 3,2%, per raggiungere il + 4,2% nel raffronto 2006/2007.  Anche il rapporto finanziamento spesa tende verso il positivo, pur rimanendo un evidente disavanzo che nel 2010 è stato pari a 2,326 miliardi di euro, quasi mille miliardi in meno (- 28,5%) però rispetto ai 3,252 di buco del 2009.
La spesa media pro capite nazionale nel 2010 è stata di 1.842 euro e come sempre si riscontra un’ampia variabilità, passando dal valore minimo di 1.690 euro della Sicilia ai valori massimi, oltre i 2000 euro di Bolzano, Valle d’Aosta, Trento, Liguria e nel meridione del Molise.

Le voci di spesa

Il personale. La spesa ammonta a 36,618 miliardi, pari al 33,1% del totale, con un incremento dell’1,2% rispetto al 2009. Incremento dovuto soprattutto agli oneri per i contratti relativi al biennio 2008/2009 ma sottoscritti nel 2010 ed altre clausole contrattuali in qualche modo retroattive.
Beni a altri servizi. La spesa è stata di 32,911 miliardi, pari al 29,8% del totale, con un incremento dello 0,2%. Sul contenimento della spesa ha inciso positivamente il rafforzamento della distribuzione diretta dei farmaci e le altre misure sulla spesa farmaceutica ospedaliera. Tra i fattori che sospingono la spesa invece resta l’allarme per l’elevato costo dell’alta tecnologia.
Medicina generale convenzionata. La spesa è stata di 6,538 miliardi, pari al 5,9% del totale, con un incremento del 2,8% per i rinnovi contrattuali.
Farmaceutica convenzionata. La spesa si è assestata a 10,936 miliardi, pari al 9,9% del totale, con un calo dello 0,6%, grazie soprattutto all’aumento della distribuzione diretta.
Specialistica convenzionata e accreditata. La spesa di quest’area, che comprende assistenza specialistica da convenzionati Sumai, da ospedali classificati, Irccs privati, policlinici privati e da altri operatori accreditatati, è stata di 4,326 miliardi, pari al 3,9% del totale, con un incremento del 6,1%, che viene addebitato sia al rinnovo delle convenzioni ma anche alla crescita di alcune prestazioni ambulatoriali che non vengono più erogate in ambito ospedaliero perché ritenute inappropriate.
Riabilitativa accreditata. La spesa è stata di 1,971 miliardi, pari al 1,8% del totale, con un decremento dello 0,4% che viene addebitato soprattutto a riclassificazioni contabili.
Integrativa e protesica convenzionata e accreditata. La spesa è stabilizzata su 1,869 miliardi (+ 0,1%), pari all’1,7% del totale..
Altra assistenza convenzionata accreditata. In questa voce ritroviamo le cure termali, la medicina dei servizi, l’assistenza psichiatrica, agli anziani, ai tossico dipendenti, agli alcolisti, disabili e comunità terapeutica. La spesa è stata di 6,296 miliardi, pari al 5,7% del totale, con un incremento del 5,2%. Anche in questo caso però l’incremento è addebitato a questioni di riclassificazione contabile.
Ospedaliera accreditata. Comprende gli acquisti di assistenza ospedaliera da ospedali classificati, Irccs privati, policlinici universitari privati e case di cura private. La spesa totale è stata di 8,992 miliardi, pari all’8,1% del totale, con una crescita pari all’1,9%.
 

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