Dabigatran etexilato, scoperta implicazione dell’anticoagulante nella genesi d’infarto del miocardio o sindrome coronarica acuta. Pubblicato studio su Archives of Internal Medicine

Medical Information Dottnet | 11/01/2012 10:36

L’anticoagulante Dabigatran è associato ad un aumentato rischio di infarto del miocardio (MI) o ad una sindrome coronarica acuta (ACS) in un ampio spettro di pazienti, questo è quanto è emerso da uno studio pubblicato on-line dalla Archives of Internal Medicine.
Dabigatran etexilato è stato approvato dalla European Medicines Agency (EMA) nel 2008 per la prevenzione del tromboembolismo venoso in pazienti adulti che hanno subito interventi dell'anca o del ginocchio e dalla FDA nel 2010 per la prevenzione di ictus e di embolia sistemica nei pazienti con fibrillazione atriale (FA).
 

Nella recente pubblicazione, per la loro meta-analisi che comprende 30.514 partecipanti, gli esperti hanno considerato e analizzato sette studi clinici.
Due studi riguardavano la profilassi dell'ictus nella fibrillazione atriale, uno riguardava il tromboembolismo venoso, un quarto studio riguardava la sindrome coronarica acuta, e 3 studi erano a breve termine per la valutazione della profilassi della trombosi venosa profonda in sostituzione delle articolazioni. Dabigatran è risultato significativamente associato con un più alto rischio di infarto miocardico o sindrome coronarica acuta se  confrontato con gli agenti utilizzati nel gruppo controllo con somministrazione di warfarin, enoxaparina o placebo. L’evento farmacologico alla base di questa predisposizione non è noto e ulteriori studi sono necessari per chiarire l’argomento.
 

Fonte: Dabigatran Associated With Increased Risk of Acute Coronary Events. Archives of Internal Medicine

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