Pip, c’è l’obbligo di redigere l’elenco con i casi d’impianti delle protesi. Federconsumatori pronta alla class action

Redazione DottNet | 11/01/2012 20:07

«La Federconsumatori Nazionale sta ricevendo varie telefonate di pazienti allarmate a seguito delle preoccupanti notizie relative alle conseguenze negative che potrebbero derivare dall’aver eseguito operazioni chirurgiche per l’impianto di protesi mammarie Poly Implants Prothese (Pip) effettuati a partire dal 1° gennaio 2001» dichiarano all'associazione dei consumatori che tra l'altro sta mettendo a punto un'azione legale.

 A seguito dell’ordinanza del Ministero della Salute del 31.12.2011, è stato stabilito che tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali dovranno redigere un elenco nominativo riguardante i casi di impianti di protesi mammaria. Il provvedimento resterà in vigore per tutto l’anno 2012 e l'elenco resterà nella esclusiva disponibilità delle strutture per finalità assistenziali e di sorveglianza sanitaria. Nella stessa poi si richiama il parere del CSS sottolineando che «le donne che hanno subito un impianto di protesi mammarie P.I.P. sono invitate a discutere la loro situazione con il proprio chirurgo. I centri dove sono stati eseguiti impianti con protesi P.I.P. sono richiesti di essere parte attiva nel richiamare le pazienti che hanno subito un impianto P.I.P. Il Servizio sanitario nazionale si farà carico degli interventi medico/chirurgici laddove vi sia indicazione clinica specifica». Le aziende ospedaliere, i policlinici universitari, gli Irccs e gli ospedali classificati avranno il compito di notificare direttamente all'autorità regionale le informazioni relative alla data dell'intervento d'impianto di protesi mammaria Pip. Le autorità regionali, poi, entro i dieci giorni successivi al termine per la ricezione delle suddette notifiche, dovranno assicurare che i dati raccolti vengano comunicati (via Pec all'indirizzo protesipip@postacert.sanita.it), al ministero della Salute, presso la Direzione generale dei dispositivi medici, del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure. Le autorità regionali verificheranno anche l'applicazione delle raccomandazioni, indirizzate ai centri dove sono stati eseguiti gli impianti di queste protesi mammarie. Il Comando Carabinieri per la tutela della salute è incaricato, infine, di effettuare indagini e controlli al fine di ricostruire i passaggi amministrativi per l'acquisizione delle protesi Pip e i percorsi sanitari che hanno preceduto l'impianto delle stesse, operando su tutto il territorio nazionale presso le strutture, che, a partire dal 1° gennaio 2001, hanno trattato interventi chirurgici di mammoplastica di ingrandimento e di ricostruzione totale della mammella. Qualora le pazienti sottopostesi a tali interventi non ricevano indicazioni precise dalla struttura sanitaria o dal medico che abbia effettuato l’operazione, consigliamo di recarsi presso le nostre strutture territoriali le quali provvederanno ad inviare in favore della paziente la lettera raccomandata, anche tramite PEC, alle autorità competenti, con l’indicazione dei dati identificativi della paziente, della protesi applicata, della Ditta produttrice della stessa oltre che la data dell’operazione, della struttura sanitaria e del chirurgo che ha effettuato l’operazione al fine di rendere possibile redigere l’elenco nominativo di tutti i casi relativi ad impianti di queste protesi mammarie.

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