Talidomide, nuove speranze per gli indennizzi

Redazione DottNet | 13/01/2012 09:25

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Il giudice del Lavoro di Verona, Cristina Angeletti, ha deciso, in una causa di una donna di Alcamo affetta da focomelia, di nominare un perito medico legale, affermando per la prima volta in Italia, che la questione di legittimita' costituzionale dell'esclusione dell'indennizzo per le vittime del Talidomide (farmaco che causava la focomelia) nati fuori dal periodo 1959-1965 ''non e' manifestamente infondata''.

L'avvocato Ermanno Zancla, assieme ai Colleghi Federica Licata e Stefano Bertone, aveva sollevato questione di legittimita' costituzionale delle leggi 22 del 24 dicembre 2007 e 14 del 27 febbraio del 2009 nella parte in cui concede il beneficio dell'indennizzo solo ai soggetti affetti da focomelia, emimelia e micromelia nati tra il 1959 ed il 1965 escludendo il diritto per i nati fuori da tale periodo di essere sottoposti a visita medico-legale con la conseguenza che, nel caso in cui si fosse accertata l'esistenza di un nesso causale con l'assunzione del Talidomide, questi soggetti non avrebbero il diritto a essere comunque indennizzati.''Potrebbe essere una svolta verso il riconoscimento dell'indennizzo anche a chi e' nato prima o dopo il periodo stabilito dalla legge. Si tratta - spiega il legale - di una somma di circa 4.000 euro mensili che e' indispensabile alla sopravvivenza di soggetti fortemente menomati, privi di uno o piu arti''.