In arrivo anche il ticket sui ricoveri. Ma le Regioni dicono no. Che cosa ne pensate?

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/01/2012 14:20

Dopo il ticket di 10 euro sulle visite specialistiche, potrebbe essere presto in arrivo quello sui ricoveri in ospedale. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ci sta lavorando: ''I ticket sui ricoveri - spiega in un'intervista al Secolo XIX - fanno parte del nostro Patto per la salute che dovremo definire nei prossimi mesi, possibilmente d'intesa con le Regioni, altrimenti il governo andra' avanti da solo''. Ma proprio dal coordinatore degli assessori regionali alla Sanita, Luca Coletto, arriva una prima bocciatura: questi ticket sarebbero una ''forzatura'', una ''tassa su chi sta male''. E critiche giungono pure da Pd, Cgil e Tribunale per i diritti del malato (Tdm).

L'obiettivo generale, spiega il ministro, e' quello di rimodulare l'intero sistema dei ticket sanitari introducendo ''elementi di maggiore equita' sociale, graduando la partecipazione e le esenzioni in funzioni del reddito familiare''. Ma in un contesto di ristrettezze, si pensa appunto anche ad un ticket sui ricoveri. La strada individuata da Balduzzi non e' pero' condivisa dal coordinatore degli assessori alla Sanita': ''Piuttosto - afferma - si deve agire sull'appropriatezza dei ricoveri, spingendo le regioni a rispettare dei limiti di riferimento, e va al contempo rafforzato il sistema dei servizi territoriali. Abbiamo ancora grosse sacche di inappropriatezza su cui agire". Attualmente, spiega Coletto, il tasso di ospedalizzazione in Italia è pari a 150 per mille abitanti: ''L'obiettivo dovrebbe essere quello di abbassare tale tasso, arrivando al 140 per 1000. Questo offrendo però, al contempo, maggiori servizi sul territorio, a partire dai medici disponibili h24". Rispetto poi all'intenzione del ministro di "andare avanti comunque", Coletto rileva come "il Patto per la salute necessita di un'intesa: senza intesa con le Regioni il ministro dovrebbe fare un decreto sulla materia. Tuttavia - commenta - sono convinto che su tale questione si potrà trattare, potremo risolverla senza forzature". Critico anche Ignazio Marino, presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale: ''Far risparmiare lo Stato facendo pagare chi ha bisogno di cure è un errore". La strada che anche Marino indica e' quella della razionalizzazione della spesa sanitaria, a partire dai ricoveri inappropriati: gli interventi programmati, rileva, ''vengono eseguiti facendo passare al paziente almeno una notte in più del necessario in ospedale con un costo di circa mille euro a intervento, sprecando quindi miliardi in ricoveri inappropriati". Secondo un'inchiesta della Commissione presieduta da Marino, la regione più virtuosa è il Friuli, che ricovera i pazienti mediamente 0,7 giorni prima dell'intervento. Ci sono poi regioni come il Lazio che ricoverano 2,8 giorni in più e aree del Mezzogiorno dove si arriva addirittura a 5/6 giorni di ricovero prima dell' intervento. Sono queste, afferma, "le aree su cui dobbiamo intervenire prioritariamente, prima di pensare all'introduzione di nuovi aggravi fiscali sui cittadini". Linea condivisa dal Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva: il ticket sui ricoveri sarebbe una "ulteriore e ingiusta strada per fare cassa in modo semplice, ovvero chiedendo alle tasche dei cittadini". Anche per la Cgil i ticket sul ricovero sono una ''scelta sbagliata'': l'obiettivo deve essere ''l'equita''', afferma il sindacato, e non il ''fare cassa''.Raggiungono gli 11 milioni i ricoveri ospedalieri in Italia nel 2010, con una degenza media di una settimana. Un numero in calo rispetto al 2009, ma con una anomalia: molti sono ricoveri 'impropri', effettuati dai medici in virtu' di quella cosiddetta 'medicina difensiva' dettata dalla paura di eventuali cause o contenziosi legali. Calano dunque del 4,9% i ricoveri ospedalieri nel 2010, e in particolare calano i ricoveri per acuti in regime ordinario (-3,1%) e day hospital (-9,9%) e la riabilitazione in day hospital (-24,2%). Il dato emerge dal Rapporto preliminare sull'attivita' di ricovero in Italia del 2010, elaborato dal ministero della Salute sulla base delle schede di dimissione ospedaliera (sdo). Nel 2010 l'attivita' ospedaliera si attesterebbe, secondo le stime, su 11.085.404 ricoveri, e le giornate di degenza stimate risultano pari a circa 70,7 milioni, segnando una flessione negativa del 3,7%. Il tasso di ospedalizzazione del 2010, comprensivo delle varie tipologie di attivita' (acuti, riabilitazione e lungodegenza, regime ordinario e day hospital) e' calato a circa 174,5 per 1.000 abitanti, mentre nel 2009 era stato di 184,4 per 1.000 abitanti e di 193 per 1.000 nel 2008. Vi e' pero' una 'anomalia' tutta italiana: la paura di incappare in contenziosi legali spinge la grande maggioranza dei medici di pronto soccorso italiani a praticare la medicina difensiva. Analisi, consulenze e ricoveri non necessari per cautelarsi di fronte ad eventuali citazioni in giudizio. Secondo un recente studio dell'universita' Milano-Bicocca, che ha coinvolto 1.327 medici d'urgenza di varie specialita' e provenienti da tutta Italia, il 90,5% dei professionisti intervistati ha ammesso di aver adottato almeno un comportamento di medicina difensiva durante l'ultimo mese di lavoro. Tra questi, il 77,7% ha richiesto esami di laboratorio non necessari e il 63,3% un ricovero solo per assecondare le pressioni dei familiari del paziente. Inoltre, il 61,2% afferma di aver effettuato un ricovero per un paziente gestibile ambulatorialmente.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato