Parafarmacisti: dal 28 dicembre è possibile scontare la fascia C ma i farmacisti si rifiutano

Redazione DottNet | 16/01/2012 16:54

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Dallo scorso 28 dicembre, per effetto del decreto 'Salva Italia' (art.32 comma 4), e' possibile introdurre per la prima volta sconti anche sui farmaci di fascia C (con ricetta medica ma a carico del cittadino), ma ''le farmacie non lo stanno assolutamente facendo''. E' quanto denunciano le organizzazioni delle Parafarmacie, sottolineando come cio' sia la conseguenza della mancanza di concorrenza sulla vendita di tali farmaci e ribadendo la richiesta di totale liberalizzazione della vendita dei farmaci C.

 ''Il risultato derivante dal passato decreto e dall'attuale bozza di Dl sulle liberalizzazioni - hanno denunciato oggi le organizzazioni dei parafarmacisti nel corso di una conferenza stampa - e' che le parafarmacie continuano a non poter vendere i farmaci di fascia C, nonostante all'interno vi siano dei farmacisti come i titolari di farmacie, e di fatto gli sconti in favore dei cittadini, pur essendo stati previsti, non vengono fatti dalle farmacie dal momento che queste non devono confrontarsi con un canale concorrente''. Da un'indagine svolta infatti dal Forum nazionale delle Parafarmacie in dieci citta' italiane su tutto il territorio risulta, afferma il presidente del Forum Giuseppe Scioscia, che ''nessuna farmacia sta applicando gli sconti previsti''. Fino a che non ci sarà libera concorrenza sui farmaci di fascia C gli sconti ''resteranno un miraggio e gli italiani continueranno a pagare i farmaci più cari d'Europa''. Lo afferma il presidente del Codacons Marco Donzelli, sottolineando che gli sconti ''potrebbero arrivare al 20% rispetto al prezzo attualmente praticato e le famiglie potrebbero risparmiare 50 euro l'anno se passasse la liberalizzazione prevista''.
In Italia, rileva Donzelli, ''bisogna rompere il sistema delle caste. Solo con l'ingresso di nuovi soggetti nel settore si potrà rompere il vincolo di appartenenza che porta chi aderisce al gruppo, siano essi tassisti o farmacisti, a non iniziare una guerra interna, fatta di abbassamento dei prezzi e miglioramento del servizio. Basta con difesa dello status quo. L'Italia - conclude - ha bisogno di una svolta''.