Liberalizzazioni: orari e turni delle farmacie a discrezione, gli mmg dovranno prescrivere i generici. Parafarmacisti: dal 28 dicembre è possibile scontare la fascia C ma i farmacisti si rifiutano. A rischio migliaia di posti di lavoro

Redazione DottNet | 18/01/2012 15:27

Arriva la liberalizzazione degli orari, e dei turni, per farmacie. E' questa una delle novita' contenute in una nuova bozza del Dl del Governo in materia di liberalizzazioni. "Le farmacie - si legge nell'articolo 14 della bozza - possono svolgere la propria attivita' e i servizi medici aggiuntivi anche oltre i turni e gli orari di apertura". Altra novità riguarda i generici: I medici di famiglia saranno obbligati, salvo particolari situazioni, a specificare nella ricetta medica l'eventuale esistenza del farmaco equivalente.  ''Il medico, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche contrarie nel caso specifico - si legge nella bozza - inserisce in ogni prescrizione medica le seguenti parole: 'o farmaco equivalente se di minor prezzo', ovvero specifica l'esistenza del farmaco equivalente". Farmaci a prezzo scontato in farmacia? La possibilita' esiste per legge ma, per ora, resta solo un 'miraggio'. A denunciare ''l'assurdo'' effetto della mancanza di concorrenza reale nel settore della vendita dei farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta medica ma a carico del cittadino, sono i parafarmacisti: il dl 'Salva-Italia' approvato lo scorso dicembre prevede per la prima volta la possibilita' di sconti per tali farmaci, possibilita' che pero', affermano i farmacisti del 'canale alternativo', le farmacie ''non stanno mettendo in pratica''.

 "Il risultato derivante dal Dl Salva-Italia e dall'attuale bozza di Dl sulle liberalizzazioni - denunciano le organizzazioni dei parafarmacisti - è che le parafarmacie continuano a non poter vendere i farmaci di fascia C, nonostante all'interno vi siano dei farmacisti come i titolari di farmacie, e di fatto gli sconti in favore dei cittadini, pur essendo stati previsti, non vengono fatti dalle farmacie dal momento che queste non devono confrontarsi con un canale concorrente". Da un'indagine svolta infatti dal Forum nazionale Parafarmacie in dieci città italiane su tutto il territorio risulta, afferma il presidente del Forum Giuseppe Scioscia, che "nessuna farmacia sta applicando gli sconti previsti". Una situazione 'paradossale' anche secondo il Codacons, il cui presidente Carlo Rienzi annuncia battaglia su questo fronte: ''Stiamo organizzando un ricorso collettivo al Tar e alla Corte Costituzionale di tutte le Parafarmacie ed i farmacisti non titolari di farmacia, per contestare la non totale apertura alla vendita dei farmaci di fascia C fuori dai locali delle farmacie. Stiamo raccogliendo le adesioni - spiega - e appena sarà approvata la legge sulle Liberalizzazioni, nel caso in cui questa non prevedesse l'estensione della vendita dei farmaci di fascia C fuori dal canale farmacie presenteremo il ricorso". Ma oltre ai mancati sconti a favore dei cittadini, sono pure altre le conseguenze della bozza del Dl Liberalizzazioni, come denunciano i parafarmacisti avvertendo che se il Dl passasse cosi' com'e' cio' decreterebbe il ''fallimento per legge delle 3.823 Parafarmacie italiane''. Per effetto del Dl, denunciano, ''si dovrà dire addio a 10mila posti di lavoro, 600 mln di investimenti e 500 mln di risparmi annui per i cittadini in virtù degli sconti''. Cio' perche' le Parafarmacie "si troverebbero a competere con ulteriori 5.500 farmacie aperte sul territorio senza avere nemmeno la possibilità di dispensare i farmaci di fascia C'', la cui totale liberalizzazione porterebbe invece ad un ''risparmio totale per i cittadini pari a 330 mln di euro l'anno''. Insomma, la partita resta aperta ed i parafarmacisti - in attesa della prevista approvazione in settimana del Dl Liberalizzazioni - ribadiscono la richiesta di liberalizzare in toto la vendita dei farmaci di fascia C, chiedendo anche un nuovo incontro con il ministro della Salute Renato Balduzzi. Dal canto suo Federfarma, in rappresentanza delle circa 17mila farmacie private italiane, si dice ''pronta al confronto'', precisando pero' che le farmacie ''non possono subire interventi che avrebbero un impatto destabilizzante sul servizio farmaceutico, oggi efficiente ed estremamente apprezzato dai cittadini".

Il giro d'affari

E' in realta' ''ben piccola'' la 'fetta' di mercato dei farmaci di fascia C che potrebbe passare nelle Parafarmacie per effetto del dl Salva-Italia: sarebbe infatti pari solo al 2,21% del fatturato per tale categoria di farmaci. Ad affermarlo sono le organizzazioni dei parafarmacisti, sottolineando come questo sia l'effetto delle 'limitazioni' previste, inclusa la lista di indicazioni che l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dovra' dare in merito ai farmaci di fascia C che potranno passare alla vendita del 'secondo canale' senza obbligo della ricetta medica. Di tutti i farmaci di fascia C infatti, spiegano i parafarmacisti, non possono passare alla vendita nelle parafarmacie (perche' esclusi dallo stesso Dl) innanzitutto i farmaci ormonali, come le pillole anticoncezionali (categoria pari al 30,07% sul totale dei farmaci C, con un fatturato nel 2010 di 156 mln); i farmaci con effetti collaterali per i quali l'Aifa, affermano i parafarmacisti, prevedibilmente non dara' l'Ok al passaggio, tra cui anche i farmaci per l'erezione maschile (categoria che totalizza un altro 37,09% dei farmaci C, con un fatturato pari a 192 mln). Alle Parafarmacie, secondo i calcoli delle organizzazioni, resterebbe dunque un 32,84% dei farmaci C con minore fatturato (come creme e tachipirina). Cio' significa, sostengono i parafarmacisti, che se il fatturato annuo dei farmaci di fascia C e' pari a 3,3 miliardi di euro, il fatturato dei farmaci vendibili in parafarmacia per effetto del Dl Salva-Italia sarebbe di 0,59 mld di euro, pari al 2,21%. Le organizzazioni dei parafarmacisti hanno inoltre calcolato la distribuzione delle ulteriori 5.318 nuove sedi di farmacia previste dalla bozza del Dl Liberalizzazioni, sulla base del parametro 3000 abitanti/farmacia. Tra le citta' con piu' di 70mila abitanti, secondo i calcoli delle parafarmacie, si aprirebbero 199 nuove farmacie a Roma, 12 a Milano, 25 a Torino, 50 a Palermo, 11 a Napoli. Ed ancora: 24 a Giuliano, 14 a Guidonia, 11 a Monza ed altrettante a Andria e Pozzuoli.