Epatite C: nuova strategia terapeutica per combattere l’infezione. Pubblicato uno studio sulla rivista “PLoS Pathogens”

Gastroenterologia | | 19/01/2012 11:09

Nuovi orizzonti per la cura dell’infezione da virus dell’epatite C. Un team di ricercatori della University of British Columbia in Canada ha scoperto un meccanismo in grado di bloccare l'infezione epatica da HCV, scoperta che potrebbe porre le basi per lo sviluppo di nuove terapie per il trattamento di questa patologia, che al giorno d’oggi conta circa 170 milioni di casi al mondo, e che rappresenta una delle principali cause di cancro e trapianto di fegato.

Il virus dell’epatite C si trasmette attraverso il contatto con il sangue infetto e, attualmente, non esiste ancora un vaccino per prevenirla. Francois Jean, docente del Dipartimento di Microbiologia e Immunologia e direttore Scientifico del Fondo per le Malattie Infettive e della Ricerca Epidemic (FINDE R) all'UBC, ha spiegato il meccanismo d’azione del virus che porta all’insorgenza delle disfunzioni epatiche dovute alla malattia: "Quando l'HCV infetta una persona, ha bisogno di piccole porzioni di grasso nel fegato per formare nuove particelle virali", ha affermato, "e questo processo provoca l'accumulo di grasso nel fegato e porta alla fine alla disfunzione cronica dell'organo. L'HCV e', inoltre, in costante mutamento. Ciò rende difficile l’implementazione di terapie antivirali che riescano a sconfiggere il virus". Il team di esperti ha deciso di adottare un nuovo approccio che prevede lo sviluppo di una molecola in grado di ridurre la quantità di grasso ospitata nelle cellule epatiche, bloccando, così, l'insediamento e il moltiplicarsi dell'HCV verso le altre cellule. “Il nostro approccio - ha continuato Francois Jean - e' essenzialmente bloccare il ciclo di vita del virus in modo che non possa diffondersi e causare ulteriori danni al fegato". Il metodo rivoluzionario e' spiegato nei dettagli nella rivista 'PLoS Pathogens'. Questo nuovo approccio potrebbe rappresentare una rivoluzione nel trattamento sia dell’epatice C che di altre patologie legate a virus simili.

Fonte: University of British Columbia, Canada. 'PLoS Pathogens 2012

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