Dolore cronico: sette italiani su dieci non sanno come accedere alle cure

Redazione DottNet | 19/01/2012 21:01

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Soffrono di dolore cronico ma 7 volte su 10 hanno difficolta' ad individuare sul territorio i centri di cura specializzati e non conoscono la legge 38 del Marzo 2010 sull'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Solo nella meta' dei casi si rivolgono a un clinico - di solito il medico di famiglia (57,9%), raramente il terapista del dolore (5,8%) - e reputano non adeguati i farmaci prescritti, rappresentati per il 38,5% dai cosiddetti Fans (farmaci anti-infiammatori, analgesici, antipiretici) e soltanto per il 3,1% dagli oppioidi forti (come ad esempio la morfina).

  E' questo, in sintesi, il ritratto degli italiani che emerge da una ricerca effettuata dall'Associazione pazienti vivere senza dolore, nel corso della campagna itinerante Cu.p.i.do. (Cura e previeni il Dolore ) presentato oggi a Milano. Il tour, promosso nel 2011, ha toccato 14 citta' italiane coinvolgendo 1.830 cittadini. Analizzando in dettaglio i risultati dell'indagine, si evince che il dolore cronico affligge il 67,3% delle persone che hanno partecipato ma soltanto il 50,9% dichiara di essere seguito da un medico e il 52,3% non ha alcuna terapia in corso.  L'origine della sofferenza e' di natura non oncologica per il 93,4% del campione mentre nel 45,2% dei casi e' dovuta all'artrosi. Gli antinfiammatori non steroidei sono i farmaci analgesici piu' impiegati ma alleviano i sintomi solo nel 16,9% dei casi. E' stato preso in esame anche l' impatto del dolore sulla vita quotidiana e dai risultati e' emerso che le malattie croniche la compromettono in 9 pazienti su 10. "Il sondaggio che abbiamo condotto - spiega Marta Gentili, Presidente dell'Associazione vivere senza dolore - ha evidenziato come i centri dedicati alla cura del dolore siano ancora poco noti sul territorio: molti cittadini, ignorando i contenuti della Legge 38 del 2010, non sanno dove recarsi per chiedere assistenza e finiscono cosi' per ricevere terapie che non rispondono alle loro esigenze".
"Occorrono pertanto un'idonea formazione dei clinici e una maggiore informazione dei pazienti- spiega ancora Marta Gentili - il nostro auspicio e' che il Ministero e la Commissione dolore proseguano l'ottimo lavoro svolto finora a tutela di chi soffre". "Sul fronte appropriatezza prescrittiva - conclude Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore e le cure palliative - poiche' sta crescendo il consumo di oppioidi ma l'abuso di Fans permane per vigilare sulla qualita' dell'assistenza erogata abbiamo istituito Cruscotto, un software che monitora le prestazioni ospedaliere e la tipologia delle prescrizioni".