Generici, è scontro aperto tra Milillo (Fimmg): “difendiamo l’autonomia del medico” e Foresti (Assogenerici): “Scendete dalle barricate e apritevi al confronto”. Qual è la vostra opinione?

Redazione DottNet | 20/01/2012 19:00

"Se alla vigilia del 2012 c'e' ancora qualcuno che mette in discussione l'equivalenza tra farmaci generici e farmaci brand significa che la strada e' ancora lunghissima per il nostro settore. Se poi a sostenerlo e' il Segretario di uno dei maggiori sindacati dei medici di famiglia, tali affermazioni rischiano di diventare piu' che altro terrorismo psicologico verso i pazienti". Cosi' Giorgio Foresti, presidente di AssoGenerici, replica alle dichiarazioni del Segretario Generale della Fimmg, Giacomo Milillo, che ieri aveva parlato di forzatura a proposito della norma presente nella bozza di decreto sulle liberalizzazioni che costringerebbe i medici ad indicare nella prescrizione medica anche il farmaco equivalente.

 Per Foresti, invece, si tratta di una norma che garantirebbe "al cittadino la corretta informazione anche da parte della classe medica sulla possibilita' di scegliere coscientemente di non pagare la differenza di prezzo tra generico e brand e che non ha nulla a che vedere con la liberta' prescrittiva del medico". In tal senso il presidente di Assogenerici invita Milillo "a scendere dalle barricate e aprire finalmente un confronto serio sul tema della responsabilizzazione della classe medica nella gestione dei costi dell'assistenza farmaceutica". Piccata la risposta del segretario Fimmg Giacomo Milillo: ''Le parole del presidente di AssoGenerici, Giorgio Foresti, mi stupiscono non poco. Il suo e' un attacco privo di ogni fondamento in cui mi vengono attribuite affermazioni mai dette".  "Non sono entrato nel merito dell'importanza dei farmaci generici di cui ho anzi piu' volte sottolineato il ruolo fondamentale in termini di appropriatezza e sostenibilita' del Servizio Sanitario Nazionale", aggiunge Milillo, specificando di essere "sulle barricate, in questo momento, a difesa dell'autonomia prescrittiva del medico, contro ogni pressione dell'industria farmaceutica indipendentemente dalla produzione di farmaci innovativi o generici e contro ogni pressione di puro sapore economicistico da parte di aziende sanitarie e regioni". Foresti, conclude, il sindacalista della Fimmg, "nega l'esistenza di lobby dei genericisti: chi difende le norme che impediscono la libera concorrenza fra farmaci generici e farmaci brand i a brevetto scaduto?".

Il consiglio della Fimmg ai medici

''Consideriamo i farmaci a brevetto scaduto una grande risorsa per la cura dei pazienti cronici e una grande opportunita', e non abbiamo mai affermato che siano meno efficaci rispetto ai loro generatori. Riteniamo pero' che quel prodotto che il medico di famiglia prescrive al paziente debba essere proprio quello che il paziente riceve dal farmacista''. Questo il commento di Fiorenzo Corti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia.
Secondo Corti ''questo e' un atto di autonomia prescrittiva e responsabilita' professionale che il medico ha il diritto e dovere di difendere - conclude - Percio' inizieremo un percorso di sensibilizzazione dei nostri medici affinche' appongano sulle prescrizione la dizione 'non sostituibile'''.

La posizione di Farmindustria

Ma sulla questione c’è da registrare la posizione di Lucia Aleotti, vice presidente di Farmindustria e vice presidente del Gruppo Menarini: ''Nessun vantaggio per i cittadini o per il servizio sanitario nazionale'' ma solo, di fatto, ''uno spostamento di milioni di confezione prodotte in Italia al mercato estero''. ''L'Italia e' il secondo paese europeo per consistenza industriale e farmaceutica con 165 stabilimenti, siamo davanti a Francia e Gb, quasi 70 mila occupati e rappresenta il 30% dell'occupazione ad alta tecnologia nazionale'', ricorda Aleotti. ''Siamo molto preoccupati - aggiunge - da questa norma perche' il sistema farmaceutico italiano, che e' poderoso non ha possibilita' di competere all'infinito con i costi e con i prezzi dei prodotti che arrivano dai paesi emergenti. Gia' oggi il farmaco e' rimborsato al prezzo prezzo piu' basso e quindi non capiamo la razionalita' di questa misura che non va a favore del Ssn o dei pazienti, perche' gia' oggi il farmacisti devono dire se c'e' un'alternativa meno cara. Senza parlare delle questioni terapeutiche''

La replica di Foresti

''Se l'indicazione sulla ricetta della presenza o meno di un medicinale equivalente non ha impatto per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale, perche' osteggiarla?'': e' questa la domanda che si pone il Presidente di AssoGenerici, Giorgio Foresti, commentando le dichiarazioni del vicepresidente di Farmindustria, Lucia Aleotti. ''Il rischio per il sistema produttivo che Farmindustria paventa dal loro punto di vista e' comprensibile - spiega in una nota - ma ci lascia perplessi la mancanza d'informazione sui dati dell'industria del generico in Italia. Il sistema industriale italiano non sara' penalizzato, in quanto nel nostro comparto, giovane e dinamico, sono impiegati direttamente oltre 10mila addetti e, rappresentiamo una costante opportunita' di crescita per l'indotto, che oggi non e' piu' dipendente solamente dalle aziende aderenti a Farmindustria''. Si tratta di realta' industriali nazionali che garantiscono la produzione in Italia ''di oltre il 70% dei medicinali consumati nel nostro Paese - continua Foresti - La norma inserita nel Dl Liberalizzazioni non fara' altro che rafforzare e innescare la crescita di un settore che da solo ha garantito in media oltre 300 milioni di euro l'anno di risparmi al Ssn per il solo fatto di esistere e creare concorrenza''.
 

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato