Protesi al seno, ad aprile la proposta della Commissione europea per monitorare il settore

Redazione DottNet | 25/01/2012 09:24

''Sara' pronta ad aprile'', la proposta della Commissione europea per correre ai ripari dopo lo scandalo delle protesi mammarie della societa' francese PIP, sotto accusa per il rischio rottura e le possibili conseguenze cancerogene, causa la presenza di un gel al silicone non approvato e certificato della autorita' competenti. Lo ha detto Paola Testori Coggi, direttore generale per la politica della salute alla Commissione europea, dopo il suo intervento al Parlamento europeo, il quale intende far sentire la propria voce, affinche' quanto e' avvenuto non si riproduca.

 Cosi', nel dibattito lanciato oggi da una interrogazione orale della deputata Linda McAvan (S&D), l'europarlamentare Mario Pirillo (Pd) ha suggerito alla Commissione europea ''di prevedere un codice a barre, sotto il controllo diretto dell'Agenzia europea dei farmaci, che consenta - tramite la creazione di un database europeo - una tracciabilita' diretta''. Inoltre - ha precisato - ''deve essere la stessa Agenzia ad autorizzare il commercio delle protesi, cosi' da evitare, tra l'altro, che le sostanze attive presenti in alcune di esse possano arrecare danno alla salute delle persone''. Pirillo ha poi chiesto di attuare ''un sistema di allerta di tutti gli Stati membri che consenta il monitoraggio tempestivo dei casi di utilizzo potenzialmente nocivo dei dispositivi medici''. Rispondendo all'interrogazione a nome della Commissione Ue, Testori Coggi ha confermato che gli uffici Ue ''stanno preparando una nuova proposta''. Al momento - ha spiegato - ''stiamo facendo uno stress test, per vedere se la nostra proposta darebbe le garanzie sufficienti per evitare che si ripeta quanto e' avvenuto''. Il testo che abbiamo in cantiere - ha proseguito Testori Coggi - intende rafforzare tre elementi. ''In primo luogo le capacita' delle autorita' di certificazione nazionale, che devono avere tutte lo stesso livello di capacita', poi rinforzare le ispezioni e i controlli, ed infine, introdurre un sistema di tracciabilita' totale a partire dalla produzione del dispositivo medico fino al paziente''.

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